Terremoto in Turchia e Siria, bilancio gravissimo

Non si arresta la corsa dei soccorritori alla ricerca di sopravvissuti intrappolati sotto le macerie da una parte e dall’altra del confine tra Turchia e Siria, mentre il bilancio delle vittime di uno dei terremoti più forti che abbia colpito la zona negli ultimi 100 anni ha superato, le 1350 persone. Altre migliaia di persone sono rimaste ferite a causa del sisma di magnitudo 7,8 avvenuto alle 4 del mattino di, provocando scosse fino al Libano e a Israele.

L’epicentro del terremoto è stato 23 chilometri a est di Nurdagi, nella provincia turca di Gaziantep, a una profondità di 24,1 chilometri (14,9 miglia), ha dichiarato il Servizio geologico degli Stati Uniti (Usgs).

La Protezione Civile nazionale aveva attivato un’allerta per il rischio di maremoto anche per l’Italia, poi revocato alle 7:15 ma la situazione continua a essere monitorata. Anche la circolazione ferroviaria era stata sospesa per precauzione in Calabria, Puglia e Sicilia.

Nella parte sud-orientale della Turchia, chiuso lo scalo internazionale di Hatay, che serve Antiochia e Iskenderun. La pista di decollo e atterraggio è attraversata in senso trasversale da una faglia di terra sollevata.

Secondo l’agenzia di stampa Tribeca Shipping Agency, sono sospesi i voli civili in partenza e in arrivo anche dagli aeroporti di Gaziantep, Ceyhan, Meresh e Dilokutti.

Seguiamo la vicenda riguardo ulteriori sviluppi sui collegamenti.

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