Dal 2024 Europa a pagamento per i Paesi terzi

Avrebbe dovuto essere lanciato a maggio di quest’anno, ma è stato appena rinviato per la quarta volta a una data imprecisata del 2024: si tratta del Sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi, l’Etias.

Fin dal suo annuncio iniziale, l’Etias è stato definito come un nuovo sistema di pre-screening e di autorizzazione all’ingresso, simile all’Esta statunitense e all’eTA canadese. Si applicherà solo ai titolari di passaporti di “Paesi terzi” (nazioni al di fuori dell’Unione Europea) che attualmente godono dell’esenzione dal visto per i viaggi nell’Unione Europea e nell’area Schengen.

A partire dal prossimo anno, i viaggiatori che entreranno nell’area dell’Ue per turismo, affari o transito e faccia parte dei Paesi elencati dovrà registrarsi su un portale apposito o tramite un’app e iniziare le procedure per ottenere l’Etias europeo. In pratica: sono le nazioni i cui cittadini possono entrare nell’area Schengen senza visto. La durata del soggiorno è 90 giorni e l’Etias sarà valido per tre anni. All’atto della presentazione online, il richiedente dovrà pagare una tassa di 7 euro. Si tenga conto che l’Esta costa circa 21 dollari per due anni.

L’intenzione della Commissione europea nel creare l’Etias era quella di migliorare la sicurezza all’interno del blocco catturando i dati dei viaggiatori provenienti da 59 dei 62 Paesi con accesso senza visto all’area, dato che le visite sono aumentate in modo significativo negli ultimi anni. L’Etias ha lo scopo di rafforzare la sicurezza delle frontiere contro l’aumento degli incidenti terroristici e gli abusi degli accordi di esenzione dal visto legati alla migrazione, fungendo da sistema di monitoraggio generale e da deterrente per i potenziali criminali.

Tra i suoi obiettivi c’è anche quello di ridurre i tempi di attesa alle frontiere e di snellire l’ingresso, rendendo più facile ed efficiente la gestione per il personale di sicurezza che deve controllare i viaggiatori all’arrivo e alla partenza dai Paesi membri dell’Unione Europea.

Le ragioni del ritardo secondo il sito di Etias sono probabilmente da ricercare nelle continue battute d’arresto per il Covid, nonché nella mancanza di finanziamenti per aeroporti, porti, ferrovie e valichi terrestri in tutto il blocco che molto semplicemente non dispongono delle infrastrutture necessarie per gestire il tipo di acquisizione dei dati richiesta dal nuovo sistema.

È inoltre necessario considerare la necessità di un’infrastruttura tecnologica avanzata, che dovrà essere installata e pienamente operativa presso tutti i valichi di frontiera aerei, ferroviari, terrestri e marittimi in tutta Europa, affinché la vasta rete di database e applicazioni software necessarie possa essere integrata e il sistema possa funzionare correttamente.

Tags: ,

Potrebbe interessarti