I pellegrini tornano a viaggiare

I pellegrini sono tornati a viaggiare. Non sono mancate le difficoltà anche per questo comparto specifico, tra pandemia, chiusura di destinazioni e crisi economica, però resta salda la voglia di viaggiare e il responso dal fronte degli operatori è più che positivo. Lo conferma Brevivet, “dopo due anni di chiusure abbiamo finalmente ripreso, seppur con diverse difficoltà, a far viaggiare i nostri pellegrini verso tutte le destinazioni che in questi anni si erano fermate. Lourdes già in occasione del 156° anniversario dell’11 febbraio ha visto una ottima affluenza e per la stagione registriamo tante presenze – fa sapere il direttore Barbara Chiodi -. Il desiderio da parte di tutti è di tornare a visitare quei luoghi sempre cari che per troppo tempo sono stati solamente desideri non realizzabili”.

Che fase sta vivendo, quindi, il turismo religioso oggi, nel post pandemia? Giorgio Trivellon, a. d. di Duomo Viaggi, sottolinea che “c’è una grande voglia di riprendere a fare pellegrinaggi e viaggi culturali/religiosi perché le persone abituate a viaggiare per ragioni di fede hanno sofferto molto durante il periodo della pandemia la lontananza dalle principali mete di pellegrinaggio”.

La domanda c’è

Tutto porta ad affermare che la domanda è in ripresa. “Sicuramente se ci rapportiamo al 2020 e 2021 già nel 2022 abbiamo registrato un ritorno delle persone a viaggiare – osserva Chiodi – e nel 2023 stiamo tornando a numeri soddisfacenti e ad un interesse globale su tutta la nostra programmazione”.

Risposta affermativa anche da parte di Trivellon, a fronte del fatto che “la domanda di pellegrinaggi è in forte ripresa già da diversi mesi, perché non è mai mancata nella gente la voglia di frequentare i luoghi di fede più importanti”.

Le attese per l’anno in corso sono molto elevate, al punto tale che Marco Devescovi, responsabile programmazione gruppi Iot Viaggi, sostiene che “nel 2023 è da attendersi per il turismo religioso un anno di netta ripresa con livelli di attività, in base alle previsioni che abbiamo, simili a quelli del 2019”.

Oltre la crisi

Un sentiment positivo, quindi, che lascia ben sperare verso un comparto che è sospinto da una forte motivazione, che lo porta a superare anche le difficoltà legate alla crisi economica, che inevitabilmente ha inciso, ma non così tanto da fermare la domanda. “Sicuramente anche il turismo religioso, come tutti gli altri segmenti, ha subito un impatto negativo dovuto alla crisi economica – riconosce Chiodi – e alle incertezze di questi anni; ciò nonostante, il desiderio dopo un lungo stop di tornare a viaggiare supera queste difficoltà”.

In particolare Devescovi osserva che sta avendo i suoi effetti “specialmente sui gruppi familiari che si trovano in difficoltà con la crescita dei costi in generale. Inoltre, la maggioranza delle programmazioni avviene con itinerari in aereo in quanto la crisi ha impattato significativamente sulle disponibilità del trasporto pullman (per carenza anche di autisti)”. A tal proposito Trivellon fa osservare che “i costi legati sia ai voli sia ai servizi a terra, sia in Italia sia all’estero hanno subito un notevole incremento che ha impattato notevolmente sui prezzi dei pacchetti di viaggio. Tali incrementi, visto il target di riferimento, per decisione aziendale sono stati solo parzialmente riversati sul prezzo di vendita al cliente e per buona parte sono invece andati ad una diminuzione dei margini di guadagno”.

Stefania Vicini

Tags: , , ,

Potrebbe interessarti