Nei resort l’animatore cambia pelle

Due le parole chiave per il recruiting delle risorse umane da impiegare nelle strutture turistiche: digitalizzazione e professionalità, in armonia con il cambiamento delle esigenze di una società in continua evoluzione. Un ruolo, quello dell’animatore, che cambia pelle, soprattutto nel campo della comunicazione.

Le figure più ricercate

Videomaker, content creator: sono soltanto due delle nuove figure richieste per chi lavora nei resort, ed è cambiata anche la formazione, che si è dotata degli strumenti necessari per garantire una svolta epocale alle risorse del comparto turistico.

“Il Covid ha impresso una battuta di arresto in tutti i sensi, ma allo stesso tempo ha aperto i canali a nuovi modus operandi e ha creato nuovi sbocchi operativi  – dichiara Manuel Ricci, cofondatore di Stars be original (società che collabora con brand come Bravo, Francorosso e altri marchi del settore) -. Se da una parte abbiamo avuto molte difficoltà a reperire personale, laddove i ragazzi erano frenati dalla paura, dall’altra abbiamo capito che bisognava necessariamente addentrarsi nel mondo della nuova generazione, al fine di comprenderne le caratteristiche, il linguaggio e individuare la chiave di comunicazione corretta, e l’abbiamo trovata nella tecnologia“.

Velocità e progresso

I due temi che hanno ampio riscontro in tutti gli ambiti del nuovo modo di fare turismo sono velocità e progresso. Cambia la società, cambiano le necessità, e cambia il glossario, elemento da non sottovalutare perché sta diventando parte dell’essere un professionista. “È cambiato l’approccio alla formazione – aggiunge Elena Usilla, pmo nonché consulente organizzazione -; c’è una spiccata sensibilità verso l’emotività dei ragazzi, tanto che abbiamo introdotto la figura dello psicologo all’interno della factory, che è il nome che diamo al classico stage. Parallelamente abbiamo dato una svecchiata drastica all’azienda, adattandola alle nuove tendenze, avvalendoci di strumenti quali i social network e i personaggi famosi a essi legati“.  È infatti diventato virale tra i ragazzi il video tutorial del duo comico ‘i PanPers’ che raccontano la vita e le regole del villaggio. La nuova comunicazione per formare i ragazzi punta su meno teoria e più interazioni veloci che passano dalle videoconferenze alla raccolta di feedback degli stessi candidati”. L’obiettivo è creare figure professionali a tutto tondo, superando quello stereotipo che vede l’animatore come uno ‘scappato di casa’ che non sa cosa fare da grande.

Dignità al mestiere

“Vogliamo creare opportunità di carriera e restituire dignità al mestiere più bello del mondo che è quello dell’animatore – conferma il cofondatore Andrea Mulargia -. Il mondo è cambiato, ed è cambiato anche il ruolo di questa figura destinata a diventare sempre più professionale, tanto che preferisco il nome di ‘Intrattenitore’ a quello di animatore, proprio nell’ottica di una crescita che segnerà una svolta epocale”.  La Factory altro non è se non il momento della formazione, e arricchisce la sua attività di recruiting dividendo tutto in settori, affinché ogni figura abbia un momento di apprendimento cucito su misura per il ruolo che andrà a ricoprire.

Il lavoro sulle emozioni

“Lavoriamo molto sulle emozioni e sui temi valoriali – comunica  la responsabile della formazione Vanessa Tonelli -, i nostri ragazzi hanno bisogno di essere ascoltati. Per questo abbiamo anche un team di persone che gestisce la parte operativa delle équipe in destinazione, e che si interfaccia con i capi animazione che hanno il delicato compito di gestire gli staff”. La digitalizzazione fa parte anche del piano marketing, rappresenta infatti l’aspetto b2b che consente all’azienda di proporsi al consumer con una celerità adeguata ai tempi. Professionalità e progresso sono le due key word del turismo del presente e del futuro.

Lara Morano

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