A Mipim resort in primo piano

Al recente Mipim di Cannes la comunità real estate ha mostrato cautela per le innumerevoli variabili dell’economia europea, dall’inflazione ai tassi di interesse e alla situazione geopolitica. Anche l’aumento dei costi di costruzione e l’agenda dettata dai criteri ESG stanno trasformando il mercato e l’atteggiamento prevalente è quello del “wait and see”. Con Giorgio Bianchi, business development di PKF hospitality group, focalizziamo l’attenzione sulle prospettive del real estate italiano legato all’hospitality. 

 

Gv: In questo scenario di incertezze, ma anche di opportunità, quali sono le previsioni per il segmento dei luxury resort? 

“I dati rilasciati da Str nel corso di Mipim hanno mostrato che per questo segmento il RevPar è cresciuto del 22% nel corso del 2022 e la fascia dei resort ha conquistato nello specifico un 20% di aumento, a fronte di un 3% del segmento urbano. Lo scorso anno il settore leisure ha guidato la ripresa, mostrando una vivacità estremamente maggiore rispetto a quella degli hotel di città. Gli ospiti dei resort si sono mostrati disposti a spendere molto di più per le camere e questo asset è destinato a registrare delle ulteriori crescite ed evoluzioni con performance di prezzo molto interessanti”.  

Gv: Si può quindi dire che c’è vivacità nelle transazioni e nella ricerca di progetti per questa asset class? 

“Assolutamente sì. I principali brand internazionali, da Hilton a Radisson, a Accor e Ihg stanno portando avanti delle operazioni. L’interesse per i resort non riguarda soltanto il balneare ma anche il prodotto montagna, come testimonia il progetto di Club Med a Sansicario, in Piemonte”.  

Gv: Sono stati presentati altri progetti nel padiglione Italia di Mipim? 

“Oltre al già citato Club Med risultano particolarmente attive realtà come JP Hospitality su Trieste e Madonna di Campiglio, il 12.18 Group che guarda alla montagna, Ruby Hotels e ECE con il nuovo hotel a Roma. Regioni come la Lombardia, il Piemonte, il Friuli Venezia Giulia, l’Emilia Romagna e la Liguria hanno presentato dei piani”. 

Gv: Possiamo citarne un paio? 

“Molto interessante è, ad esempio, il progetto nella nuova marina al porto di Imperia, in Liguria. L’assessore regionale all’Urbanistica della Liguria, Marco Scajola, ha parlato dei progetti di riconversione nella sua regione e ha citato oltre 100 milioni di euro che stanno migliorando la qualità abitativa, l’assetto urbanistico e paesaggistico del territorio. Il progetto della nuova marina di Imperia prevede un hotel lusso da 100 camere e luxury apartment, poi c’è il piano di riconversione della ex Colonia Olivetti a Sarzana, mentre si chiama “Porto Vivo” il progetto di rigenerazione di Trieste, un’area di 66 ettari, con 35 magazzini tra grandi fabbricati, hangar e altri immobili che verranno messi in vendita. 

Gv: Quali le altre tendenze emerse a Mipim? 

“Sempre di grande attualità è il  tema del co-living e dei serviced apartment, componente immobiliare spesso aggiunta alla parte dei resort con la componente residenziale. Su questa asset class c’è l’interesse da parte degli sviluppatori, perché è un investimento che dà tranquillità, soprattutto se gestito da operatori professionali. A vantaggio degli investimenti in Italia, poi, si deve ricordare l’apporto del fondo rotativo turismo Fri.Tur. da 1 miliardo e 380 milioni per interventi che spaziano dalla riqualificazione energetica, a quella antisismica, alla rimozione delle barriere architettoniche. Questi fondi governativi riescono in qualche modo a mitigare gli incrementi dei costi di costruzione, ma è fondamentale promuovere progetti fatti bene”. 

Laura Dominici 

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