Il t.o, il network e il fornitore di servizi sulle scelte di viaggio degli europei

Qual è l’opinione degli operatori sulla ricerca targata European Travel Commission (Etc) che fa luce sulle scelte dei viaggiatori per svicolare folla e costi? Lo abbiamo chiesto a un tour operator, a un network e a un provider di tecnologia, prodotti e servizi turistici. 

Il t.o.

“Quello che notiamo è la crescita esponenziale dell’advanced booking, con tantissime prenotazioni per l’estate e, in molti casi, anche per l’autunno – afferma Barbara Cipolloni, product manager King Holidays -. Non si parla più quindi di alta stagione con concentrazione totale delle partenze in un mese, ma di un costante e progressivo aumento delle prenotazioni in tutti i mesi dell’anno. Fatta questa premessa, il mese di agosto si conferma comunque il più richiesto, come dimostrano i sold-out di cui soffrono già molte destinazioni”. In termini di budget, il 2023 secondo la manager “beneficia ancora del revenge spending: c’è tantissima voglia di viaggiare, soprattutto all’estero, verso quelle mete che per due anni sono state una chimera e ora sono finalmente sogni realizzabili – evidenzia la pm -. Noi, però, abbiamo acquistato con un anno di anticipo i componenti delle nostre partenze garantite 2023 e riusciamo quindi ad offrire disponibilità e prezzi molto competitivi su tour e soggiorni, in tutte le destinazioni di punta, in linea e a volte anche più bassi rispetto allo scorso anno”.

Molte delle offerte King Holidays si posizionano al di sotto di dei 1.500 euro: “Sicuramente i tour guidati hanno un budget tra i 1.000 e i 1.500 euro a persona sul medio raggio, ma nel caso dei soggiorni mare nelle mete più economiche, esistono pacchetti settimanali anche a 500/600 euro a persona con volo, hotel 3*, trasferimenti e assicurazione – sottolinea Cipolloni -. I tour individuali e su base privata alzano l’asticella dello spending oltre i 1.500 euro a persona, anche perché richiedono servizi speciali e personalizzati – specifica -. Il lungo raggio viaggia su cifre ben più alte e ci sono destinazioni che veramente sono diventate proibitive, ma il nostro punto di forza sta nella versatilità e nell’ampiezza della programmazione”.

Per quanto riguarda le condizioni metereologiche, “non riscontriamo grandi preoccupazioni”, sintetizza la manager.

Il network

Ezio Barroero, presidente Lab Travel, è dell’opinione che “buona parte degli italiani non sappia nemmeno cosa sia l’inflazione. Penso che su questo termine sia in atto una speculazione che determina un generale incremento dei prezzi. In realtà – spiega il presidente – ci sono intere categorie le cui finanze non hanno sofferto in epoca pandemica e che, al contrario, hanno visto crescere i propri risparmi: sono le categorie che oggi viaggiano, dimostrandosi meno sensibili al prezzo. Abbiamo notato, ad esempio, che anche nel caso di prenotazioni per destinazioni poco costose, i clienti hanno optato per strutture di livello più alto, passando dai 4 ai 5 stelle: gli  italiani di quella fascia viaggiano e si trattano meglio di prima”.

L’azienda assiste quindi in generale a “un incremento della spesa media, generato non solo dall’aumento dei prezzi. Sul fronte delle destinazioni, la scelta  dei nostri connazionali rispetto agli anni di pandemia privilegia destinazioni di medio e lungo raggio, con meno richieste per l’Italia: in generale è tornata prepotente la voglia di viaggiare all’estero. L’unico elemento negativo – sostiene Barroero – è che ci sono già strutture in sold-out, quindi, in vista dell’estate, il rischio è che i clienti ritardatari avranno poca scelta. Mancano le strutture alberghiere e i posti aerei sono diminuiti: questa situazione potrebbe nei prossimi mesi rallentare il trend ottimo di questo 2023”.

Il fornitore di servizi

“L’andamento di Kkm Group conferma quanto registrato dal mercato – risponde il ceo Andrea Cani -. Nello specifico, notiamo un incremento importante dei numeri generali, associato a picchi di partenze per i mesi di aprile e maggio, in controtendenza rispetto al passato. Riguardo i mesi di alta stagione, segnaliamo anche che la totalità delle prenotazioni confermate hanno uno scontrino medio molto più alto in confronto agli anni scorsi. Quanto alla durata delle vacanze, nel nostro caso è sempre più flessibile: questo dipende proprio dal budget, oltre che dalla disponibilità di tempo dei viaggiatori, ed è reso possibile dall’utilizzo, sempre più frequente, di voli di linea”.

Interessante l’opinione del manager sull’aumento dei costi di viaggio: “Oltre agli aumenti riconducibili all’inflazione – argomenta il ceo – emerge che vettori e dmc considerano l’outgoing dall’Italia meno remunerativo e quindi sacrificabile, rispetto a quello di altri mercati disposti a spendere cifre maggiori. Per un vettore, ad esempio, è più remunerativo vendere il New York-Milano-New York a un turista americano rispetto al Milano-Ny-Milano a un turista italiano”.

Nicoletta Somma

 

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