Concessioni balneari, l’Ue: “No a rinnovi automatici, siano messe a gara”

Nuovo capitolo, per la questione delle concessioni balneari, che vede l’Italia stretta tra le pretese degli operatori degli stabilimenti e la necessità di dar seguito alle norme di trasparenza e imparzialità richieste dalla Ue. La Corte di Giustizia europea ha infatti ribadito che “le concessioni di occupazione delle spiagge italiane non possono essere rinnovate automaticamente ma devono essere oggetto di una procedura di selezione imparziale e trasparente”.

“I giudici nazionali e le autorità amministrative italiane sono tenuti ad applicare le norme pertinenti del diritto europeo, disapplicando le disposizioni nazionali non conformi”, ha spiegato la Corte.

“La sentenza della Corte di Giustizia europea sottolinea l’importanza fondamentale della verifica della scarsità della risorsa a livello territoriale e nazionale”, ha commentato Maurizio Rustignoli, presidente Fiba Confesercenti, in una nota. Secondo Rustignoli “è un tema che lo Stato membro può e deve gestire, e quindi può valutare anche una diversa applicazione della direttiva sulla concorrenza. In questo senso, la strada intrapresa dal Governo italiano, che vuole procedere concretamente con la mappatura delle coste italiane, è quella giusta”.

“La Corte di Giustizia europea, inoltre, non è entrata nel merito sul principio dell’eventuale indennizzo nel caso in cui ci sia un soggetto subentrante: anche in questo caso, la sentenza sottolinea che è materia dello Stato membro e sarà il Governo italiano a valutare le specificità del caso”.

“Ora è indispensabile – conclude Rustignoli – aprire il percorso di confronto con le rappresentanze del settore ai tavoli preposti per giungere finalmente ad un punto di equilibrio, nel rispetto delle regole europee e a tutela del valore delle imprese. Così come riteniamo che i tempi siano maturi per affrontare la riforma del codice della navigazione e in particolare dell’articolo 49, che norma la materia del demanio marittimo dal 1942 e che perciò va necessariamente aggiornato alle attuali esigenze del turismo balneare”.

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