Les Roches:  “Occorre investire sui talenti”

Il settore del turismo e quello specifico del mondo alberghiero si sono evoluti, chiedendo profili professionali dotati di una formazione elevata. Si sente tanto parlare di soft skill. Ad analizzare il mondo della formazione nell’hospitality in esclusiva per Guida Viaggi è Carlos Diez de la Lastra, ceo di Les Roches.

Gv: In Italia si assiste ad un progressivo allontanamento dei giovani dalla professione turistica. Come si può attrarre i giovani a questo lavoro che è espressione di un settore frammentato e incerto?

“L’industria turistica, nella maggior parte dei Paesi e in Europa in particolare, si è sviluppata sotto la spinta del settore immobiliare e degli investimenti in real estate da parte degli imprenditori. Questo ramo si è sviluppato raggiungendo un buon livello di professionalità e la ricerca di opportunità nel settore turistico si concentrava sulle posizioni più semplici. Oggi la realtà del settore è molto più complessa. Sono sempre più numerose le aziende che si affidano alla nostra scuola per il recruiting di nuovi talenti, alla ricerca di profili professionali provenienti dall’alta formazione. Dal nostro punto di vista, la situazione del settore è diametralmente opposta rispetto alla percezione che la società e i giovani hanno: i nostri studenti ricevono una media di proposte di assunzione più alta rispetto ai diplomati di altre scuole, e la percentuale sta crescendo. In un contesto tanto competitivo diventa sempre più importante investire nella customer experience; per questo motivo oggi i grandi gruppi tendono ad investire di più sul capitale umano, e ad assumere manager di talento che siano in grado di creare questa esperienza per i loro clienti”.

Gv: In un mondo in continua evoluzione sono fondamentali i programmi formativi all’avanguardia, quali i progetti per coltivare le soft skills?

“Questa domanda è molto interessante perché si tratta di un tema cruciale. Nell’evoluzione di cui stavamo parlando (e alla quale Italia, Spagna e Grecia dovrebbero ambire) da un modello di gestione basato sugli investimenti in real estate e la loro profittabilità ad un modello basato sulle esperienze, le soft skill diventano l’asset fondamentale per offrire un servizio ai clienti di alto livello. La conoscenza è importante, ma è altrettanto fondamentale imparare a comportarsi e sviluppare la capacità di connettersi emotivamente con le persone, formarsi come professionisti ma anche come persone”.

Gv: Una delle caratteristiche fondamentali di chi lavora del settore dell’ospitalità deve essere la predisposizione e la passione a rendere felici le persone. Si può allenare l’empatia e la capacità di intercomunicazione personale?

“Sicuramente, con l’esempio di come ci si comporta in questo ambiente, dando agli studenti un vero e proprio modello da seguire. Nei nostri campus, ad esempio, dove arrivano studenti con più di 100 nazionalità, lavoriamo molto sulla comprensione delle diversità fra le culture, questo lavoro aiuta gli studenti a prepararsi all’interazione con clienti di diverse nazionalità. È essenziale trasmettere ai futuri manager il rispetto e la comprensione, elementi essenziali per guidare lo staff di un hotel di alto livello”.

Laura Dominici

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