“Cresce il turismo in Messico”: parla il ministro in visita a Roma

Incontro con il ministro del turismo del Messico Miguel Torruco Marques a Roma per chiarire l’attuale situazione turistica post-Covid. Dopo un accenno al volo di Aeromexico, compagnia di bandiera del Paese, che ha iniziato a marzo i collegamenti da Roma a Città del Messico, il ministro si è detto felice degli amichevoli rapporti tra Italia e Messico, due Paesi che condividono gli stessi colori nelle proprie bandiere. “Con il volo da Roma verso Città del Messico che diverrà giornaliero nella summer, contiamo di tornare ad ospitare gli stessi turisti italiani che avevamo prima prima della pandemia, circa 164 mila”,

Emerso che durante la pandemia molti voli internazionali non sono stati cancellati per non rimanere isolati nel mondo. “Noi non abbiamo chiuso e siamo stati tra i pochi a non cancellare la nostra principale fiera turistica, il Tianguis, mutandola in fiera digitale alla quale hanno partecipato virtualmente 61 Paesi tra cui Canada e Stati Uniti”.

Il ministro ha poi fornito cifre sulla caduta del turismo nel mondo. “A fronte di una contrazione molto severa del 73% del traffico turistico nel mondo, il Messico ha avuto una caduta del 46%. Il nostro Paese è stato uno dei primi a rialzarsi e lo scorso anno abbiamo chiuso al posto numero 6 nel turismo internazionale dal settimo che occupavamo, con 26 mld di entrate turistiche internazionali. Quest’anno le previsioni sul turismo parlano di 31 mld di dollari di entrate”.

Il ministro del turismo ha parlato del “Treno dei Maya”, che su un percorso di 1525 km attraversa i luoghi più famosi del Messico, le comunità locali, i siti archeologici. “Il treno dispone di un ristorante con menu sia tipici che internazionali e cammina su una vecchia ferrovia già esistente su binari di nuova generazione. Il Messico –  ha concluso – sta lavorando per i mondiali di calcio del 2026. Gli aeroporti di Tulun e di Cancun sono in fase di riattamento e ammodernamento e sono pronti a ricevere milioni di turisti all’anno”.

Annarosa Toso

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