Federturismo compie 30 anni e accende i riflettori sull’economia delle esperienze

Nata da un’intuizione dei vertici di Confindustria all’inizio degli anni 90, Federturismo ha compiuto 30 anni e ha voluto celebrare con un evento che si è tenuto ieri a Roma una delle industrie più importanti per la nostra economia, presentando la ricerca “Il turismo pilastro dell’Economia dell’Esperienza“, affidata a Banca Ifis.

“Oggi siamo qui ad affermare che abbiamo resistito e che i turisti sono tornati con una maggiore voglia di conoscere l’Italia- ha commentato la presidente Marina Lalli-. In questi 30 anni siamo riusciti a fare squadra e molti sono stati i risultati raggiunti, anche se il percorso da fare insieme è ancora molto lungo e vede tra gli obiettivi principali il superamento delle divisioni territoriali, l’attenzione ai giovani, all’innovazione, soprattutto quella digitale, e alla sostenibilità che è oggi un obbligo e non più un’opzione. La sfida non può più essere rimandata e fortunatamente abbiamo assistito ad una presa di coscienza da parte delle istituzioni che ha permesso al comparto di riappropriarsi di un Ministero con portafoglio. Ora tocca a noi giocare la partita per la produttività del sistema- ha detto Lalli-. Il mondo del turismo rispetto a 30 anni fa è cambiato, sono cambiati i comportamenti, le preferenze e le attitudini dei viaggiatori ma il settore è stato capace di proseguire una crescita che non ha paragoni con altri dell’economia, contribuendo allo sviluppo e al benessere socio-economico, spesso come fattore chiave e determinando benefici in molteplici altri settori ad esso collegati”.

Il viaggio come esperienza esistenziale

Secondo lo studio realizzato da Banca Ifis la pandemia ha contribuito ad alimentare il desiderio che il viaggio diventasse un’occasione speciale, lo strumento per vivere un’esperienza nuova e totalizzante, per certi versi esistenziale

I numeri della ricerca

Sugli oltre 255 milioni di arrivi turistici in Italia stimati per il 2022 si sono registrate oltre 352 milioni di esperienze. La durata del viaggio è passata da 4,4 notti del 2019 a 5,1 per il 2022, con una crescita del 16%. Tempo di permanenza e numero di esperienze sono le determinanti che hanno portato ad un incremento del 16% della spesa pro capite (anche al netto dell’inflazione)  sui valori pre-pandemia. In particolare, la spesa per musei, mostre, eventi, shopping e altre attività è cresciuta del 15% (da 194€ a 224€ tra il  2019 e il 2022). Il conto economico 2022 ha registrato un incremento del 5% sui valori del 2019.

Effetti a catena

La ricerca identifica sette esperienze che descrivono l’offerta turistica italiana: “Cultura e riscoperta dei territori”, “Benessere”, “Enogastronomica”, “MICE e Grandi Eventi”, “Shopping”, “Natura e Svago” e “Spirituale”. Esperienze che generano a loro volta tre impatti: booster su altre industries, effetto “country of origin” (16 miliardi di euro/anno) ossia quel fenomeno per il quale l’esperienza vissuta in Italia impatta positivamente sulle esportazioni di Made in Italy indirizzando le scelte d’acquisto del turista quando torna a casa. E ancora, contributo al Soft power italiano perchè il turismo esperienziale continua a vivere nei racconti post viaggio e su questo si costruisce un driver reputazionale. Quanto meglio si sarà trovato il turista, più ricche saranno state le sue esperienze e più ne parlerà ai suoi contatti, facendo crescere l’influenza del brand Italia e rappresentando un volano per l’export italiano.

Con lo studio presentato Federturismo ha voluto suggerire spunti e riflessioni per l’ecosistema turistico consapevole che solo attraverso la cooperazione di imprese, territori, associazioni e pubblica amministrazione sarà possibile valorizzare ancor di più l’inestimabile patrimonio turistico italiano.

Il sostegno all’Emilia Romagna

Un pensiero, la Presidente Lalli, l’ha voluto dedicare nel corso dell’evento ai territori della Romagna colpiti dall’alluvione: “Siamo pronti a fare la nostra parte- ha detto- alla viglia di una stagione che si preannunciava da record per quei territori. Faremo in modo che potrà essere ancora così“. Anche il vicepresidente di Confindustria Emanuele Orsini nel corso di un intervento ha espresso la vicinanza alla Regione: “Un popolo di visionari e di lavoratori che saprà rialzarsi, perchè la Romagna possa essere pronta già da giugno ad ospitare i turisti. Bisognerà andar veloci e i fondi stanziati dal Governo serviranno proprio per correre“.

Alessandra Tesan

 

Tags: , ,

Potrebbe interessarti