Italiani in viaggio, più del timor potè… il prezzo

Lo strumento di business intelligence Travellyze di International Tourism Group (Itg), di cui fa parte Interface Tourism Italy, è una piattaforma basata sul cloud in grado di ottenere un ritratto del viaggiatore basato su sondaggi che analizzano le intenzioni dei turisti prima che effettuino una prenotazione.

In questa ricerca, in esclusiva per Guida Viaggi, è stato analizzato il “livello di apprensione” degli italiani rispetto alle destinazioni su cui è emesso un travel advisor e barriere al viaggio (3.000 intervistati).

Oltre al profilo dell’italiano medio sono analizzati le tipologie:
• turisti alla ricerca di sole e mare: 58,3% del campione, che rappresentano ca. 31.489.300 persone)
• turisti alla ricerca di una vacanza culturale (37.3% del campione, ca. 20.146.700)
• turisti sportivi (23.8% del campione, che comprende chi viaggia per praticare sci, golf, diving, cicloturismo, trekking, altre attività sportive, ca. 12.855.000)
• turisti con motivazione religiosa (3,7% del campione, ca. 1.998.500)
• viaggiatori bleisure (2,7% del campione, ca. 1.458.300)
• coppie in viaggio di nozze (2,3% del campione, ca. 1.242.300)

Il livello di apprensione

Poco più della metà degli italiani dichiara che non partirebbe verso un Paese su cui esiste uno sconsiglio della Farnesina (non coperto quindi dalle assicurazioni).

Solo il 9% ritiene che partirebbe senza pensarci se vuole visitare una destinazione.

In mezzo, dice Travellyze, esiste un 35% di italiani che è possibilista, non ritiene lo sconsiglio un divieto assoluto. Per il 17% è una questione economica ed è teoricamente disposto a partire per una vacanza veramente in offerta, mentre il 18% mette la propria percezione davanti a tutto, ritenendo che partirebbe se si ritiene al sicuro.

La reazione per tipologia di viaggio

Le tipologie di viaggio più generiche (sole & mare, cultura) sono caratterizzate da un maggiore livello di apprensione. Più della metà delle persone che cerca il mare e quasi la metà di coloro che cercano una vacanza culturale non partirebbe per una meta sconsigliata, ma questi ultimi si rivelano leggermente più sensibili sia al prezzo che alla propria percezione.

Strano a dirsi, le reazioni di chi viaggia per motivi religiosi o per sport sono abbastanza simili: percentuali quali uguali dichiarano di essere disposti a partire o no, ma i turisti religiosi sono più sensibili al prezzo mentre per gli sportivi la cosa più importante è la propria percezione, spesso data dal rapporto con contatti locali con gli stessi interessi.

Le coppie in viaggio di nozze, alla ricerca del viaggio della vita, dichiarano di essere più sensibili al prezzo che allo sconsiglio ufficiale.

I turisti bleisure, che viaggiano per lavoro e hanno quindi meno scelta sulla destinazione, sono coloro che più si affidano alla propria esperienza qualora decidano di estendere il soggiorno.

L’importanza della motivazione

Secondo Travellyze, più forte è la motivazione che porta a scegliere una destinazione meno si è disposti a seguire gli sconsigli ufficiali.

Che si viaggi per lavoro, per visitare luoghi spirituali carichi di significato, per vivere un’esperienza sportiva che richieda determinate carratteristiche morfologiche, o anche solo perché si vuole fare il viaggio della vita, la scelta delle destinazione è meno legata all’apprensione per il pericolo rispetto alla media.

 

 

 

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