Tariffe aeree e siti web, gli Stati Uniti cambiano rotta

Il problema è comune anche in Europa: le compagnie aeree non comunicano al viaggiatore il prezzo finale del suo biglietto fino a quando non sta già inserendo i dati della carta. Nell’era Obama, gli Stati Uniti avevno posto fine a questa situazione e avevano reso obbligatorio il fatto che il prezzo finale di ogni biglietto sia sempre visualizzato sullo schermo. Tuttavia, le compagnie aeree hanno continuato a insistere sul fatto che ciò non aveva senso.

Ora la Camera dei Deputati, con tutti i partiti allineati, cambia rotta. Lo scorso venerdì, la Commissione Trasporti della Camera ha pubblicato una proposta di 773 pagine per modificare, tra le altre, questa normativa. Una disposizione di questo disegno di legge consentirebbe alle compagnie aeree di pubblicizzare la “tariffa aerea di base”, escluse le tasse e le spese, quando il cliente aggiunge elementi del viaggio. Come compromesso, invece di pubblicizzare il prezzo finale, i vettori sarebbero tenuti solo a includere un link al prezzo totale o a renderlo noto in altro modo.

La norma presenta ancora alcuni aspetti confusi, ma consentirebbe al viaggiatore di conoscere effettivamente il prezzo finale al momento dell’inserimento dei dati bancari, come è sempre avvenuto in Europa.

I 773 fogli includono altre regole urgenti negli Stati Uniti, una delle quali riguarda i piloti: non cambierebbe il requisito delle 1.500 ore di formazione, ma consentirebbe 250 ore, contro le 100 attuali, in simulatori invece di pilotare un aereo.

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