Nuova tappa nel Kenya di African Explorer

Punto di partenza della storia di African Explorer, il primo mattone su cui il tour operator milanese ha costruito la propria identità, più di 50 anni fa, il Kenya torna alla ribalta.  Alessandro Simonetti, titolare e general manager di African Explorer, è tornato nei giorni scorsi in Kenya dopo un’assenza durata anni e legata alle difficoltà insorte nel 2020 e questo è il racconto che ne fa: “Sono rimasto lontano dal Kenya per troppi anni e, finalmente, è arrivato il giorno del viaggio più atteso e più desiderato dopo la tempesta del 2020. Per troppi anni il Kenya è stato considerato come una destinazione dove il safari fosse di qualità inferiore rispetto ad altri paesi africani. Questo non è assolutamente vero, anzi il Kenya (a parte il cratere di Ngorongoro) non ha nulla di meno rispetto alla confinante Tanzania. Non solo: il Kenya è il paese con il rapporto prezzo del viaggio/quantità di animali avvistabili, migliore in tutta l’Africa. Durante questo viaggio ho piacevolmente scoperto che la viabilità è molto migliorata perché sono state rinnovate molte strade e questo garantisce un notevole incremento del confort negli spostamenti tra parco e parco. Per fortuna il resto non è cambiato molto da un punto di vista turistico, garantendo ad un viaggio in Kenya l’autenticità che lo ha sempre contraddistinto”.

Novità di prodotto

Con questa occasione Simonetti ha deciso di includere nei programmi una novità di prodotto, ovvero la visita alla poco conosciuta regione di Laikipia, che comprende una chicca per i veri specialisti dell’Africa: la Ol Pejeta Conservancy. Si tratta di una piccola e privata area protetta ed ecosostenibile, l’unico posto nel paese dove è possibile vedere gli scimpanzè. La Ol Pejeta Conservancy è anche il rifugio per rinoceronti neri più grande dell’Africa Orientale. Simonetti commenta così questa scelta: “Ho deciso di inserire questa tappa nei nostri tour perché quando si va in Kenya per un safari, non si fa una semplice “visita”, ma viene naturale sentirsi parte di qualcosa di più grande e l’esperienza che si può fare alla Oi Pejeta Conservancy non è passiva perché insegna davvero al visitatore ad imparare a conoscere gli animali. Inoltre, gli introiti derivanti dal turismo vengono interamente reinvestiti dalla OI Pejeta Conservancy nella salvaguardia degli animali e nello sviluppo della comunità locale, supportando progetti a favore di educazione, sanità e infrastrutture per la nuova generazione di ranger”.

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