Destino Repubblica Dominicana, la visione del ministro del turismo David Collado

E’ venuto 14 volte in Europa nell’ultimo anno, perché lo ritiene un mercato interessante, e decisivo.

Il ministro del turismo della Repubblica Dominicana David Collado sembra avere le idee molto chiare e le ha illustrate nel corso di una giornata di lavori che la scorsa settimana l’ha portato ad incontrare a Roma i player di riferimento dell’industria turistica italiana.

Con 10mila voli all’anno che atterrano nei suoi aeroporti, 424 hotel, 84mila stanze d’albergo e 90mila extralberghiere, questa piccola isola del Mar dei Caraibi che è divenuta grazie alla gestione della pandemia un esempio di slancio e successo, ha visto nel 2022 il miglior anno di sempre in termini di arrivi turistici internazionali, con 7 mln di visitatori. La sua ambizione però, non si arresta, e quest’anno vuole arrivare ad accoglierne 10 mln.

Sarà record per il turismo italiano a Santo Domingo

“L’Europa rappresenta per la Repubblica Dominicana circa il 25% dei flussi in arrivo nel Paese e l’Italia è attualmente il 5° mercato più importante dopo Francia, UK, Spagna e Germania– ha detto il ministro-. Nel 2022 erano stati 80mila gli italiani ad atterrare in Repubblica Dominicana e quest’anno nel periodo gennaio-maggio hanno già sfondato la soglia dei 40mila, quindi siamo fermamente convinti che supereremo i 100mila visitatori. Il 2023 ci sta facendo registrare il miglior 1° quadrimestre della storia– ha spiegato ancora il ministro-  sfioriamo il 90% di occupazione delle camere e stiamo ricevendo 700mila turisti al mese, ecco perché siamo certi che andremo oltre i successi del 2022”- ha detto.

Bayahibe intanto si rifà il make-up

Nel passare in rassegna gli angoli dell’isola più suggestivi, da Puerto Plata a Samanà, da Punta Cana alla Capitale Santo Domingo, il ministro ha ribadito come la zona de La Romana -Bayahibe continui ad essere quella più apprezzata dagli italiani e nell’ottica di una strategia nazionale volta a rinforzare qualità e sicurezza sull’isola, ha ricordato che proprio Bayahibe è stata protagonista di una ristrutturazione ingente che ha visto la stanziamento di 7 mln di dollari. “Abbiamo rinnovato le aree di sosta,  il lungomare, installato telecamere a circuito chiuso e rinforzato l’attività della polizia turistica sulle spiagge– ha raccontato David Collado-. Poi Abbiamo predisposto anche il wi-fi gratuito e fornito un aiuto ai piccoli negozi e alle attività presenti nella zona, tutti sforzi che hanno l’obiettivo di rinforzare l’immagine della Repubblica Dominicana nel mondo”.

Il nuovo polo turistico di Miches

C’è un altro destino di cui si sentirà parlare nel corso dei prossimi anni: Miches, uno dei nuovi gioielli turistici del Paese, protagonista di un importante piano di sviluppo che sta vedendo la nascita di numerose operazioni alberghiere.

In rappresentanza dei tour operator italiani, all’evento di Roma era presente anche Pier Ezhaya, presidente ASTOI Confindustria Viaggi che proprio su questa nuova zona ha espresso i suoi commenti: “Abbiamo visto Miches e posso dire che è davvero molto interessante. C’è un albergatore dominicano molto importante, con cui i nostri soci collaborano, che ha già iniziato  a costruire un albergo e quindi credo che per l’inverno 2024-2025, quindi tra un annetto abbondante, ci sarà un nuovo polo nella Repubblica Dominicana che avrà come aeroporto di approvvigionamento non la Romana ma quello di Punta Cana”.

Interpellato anche sull’andamento dell’area caraibica Ezhaya ha spiegato che: “Rispetto ad altre aree dei Caraibi che non stanno attraversando un momento positivo, penso al Messico e a Cuba, la Repubblica Dominicana sta tenendo molto bene, ecco perchè siamo venuti a confrontarci con il ministro”.

Spinta ai collegamenti diretti dall’Italia

La Repubblica Dominicana, lo ricordiamo, detiene oggi il 43% della quota di mercato del turismo italiano ai Caraibi (Messico incluso). Il 31% dei viaggiatori provenienti dal BelPaese la raggiunge da Milano, il 22% da Roma e il 21% via Madrid. Una tendenza quest’ultima, che non passa di certo inosservata alle istituzioni dominicane decise ad incentivare l’attivazione di nuovi voli diretti dall’Italia verso l’isola.

Alessandra Tesan

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