Italian Lifestyle Collection: nel 2024 il Valtur Gallipoli Beach Resort

Sarà operativo nell’estate 2024 il Valtur Gallipoli Beach Resort 5 stelle. Farà parte dell’Italian Lifestyle Collection, portando così a due le strutture legate a questa linea di prodotto specifica su cui il Gruppo Nicolaus Valtur sta lavorando, come sottolineato da Sara Prontera, direttore marketing del t.o. durante la presentazione milanese della struttura avvenuta ieri negli spazi di De.Tales, studio internazionale di architettura, progettazione e design.

Un investimento da oltre 20 mln

Una mossa dalla duplice valenza, non solo è il secondo resort della linea votata al lifestyle secondo il modello Nicolaus, il primo è stato il  Valtur Cervinia Cristallo Ski Resort, ma è anche un “ritorno in Puglia, giochiamo in casa – ha sottolineato la manager -. La linea porta avanti un dialogo ininterrotto con la destinazione, spinti dalla volontà di creare resort che sono quasi degli unicum all’interno del gruppo”.

Un progetto sul quale Nicolaus Valtur sta lavorando “da oltre sette anni – precisa Giuseppe Pagliara, a.d. del Gruppo Nicolaus Valtur -. Un prodotto upscale che guarda verso un lusso sostenibile, una clientela internazionale in una destinazione che sta crescendo sempre di più all’interno della destinazione Puglia”.

La struttura era un rustico degli anni ’80, per fare in modo che fosse in linea con lo stile che aveva in mente Nicolaus, è in atto un processo di ristrutturazione che prevede un investimento totale che supera i 20 milioni di euro, di cui circa 3 mln da parte di Nicolaus Valtur, mentre l’investimento della proprietà va dai 16 ai 20 mln.

Si affaccia sul mare di Gallipoli, alle spalle della pineta di Rivabella, con accesso diretto alla spiaggia. Una proposta lifestyle che, attraverso la progettazione di landscape, outdoor e interior, ad opera dello studio dell’architetto leccese Longo e dello studio internazionale di architettura e design De.Tales, fornisce una diversa interpretazione dello stile e dell’estetica pugliese. La scelta, come spiega Pagliara, è stata il risultato di una selezione tra tre studi di architettura, in linea con un modus operandi del gruppo che, per realizzare un progetto, valuta tra due o tre realtà che possano interpretare il format al meglio. Al momento la struttura è terminata al 65-70%.

La nuova struttura

L’obiettivo da realizzare era un 5 stelle lifestyle da 122 camere, di cui 20 suite. Il tutto a Gallipoli, “una location importante per il target medio spendente e abbastanza giovane – si fa presente dallo studio di architettura -, internazionale, che desidera vivere le differenti sfaccettature dell’Italia, servizi ed esperienze”.

Il fatto di trovarsi nel Salento esercita una certa influenza sull’immaginario collettivo dell’ospite, che ha in mente un modello architettonico preciso legato al luogo. La sfida, o l’obiettivo, sono stati quindi quelli di recuperare alcuni paradigmi legati alla riconoscibilità del luogo, combinandoli con elementi che lo facessero diventare “un posto nuovo, lavorando nel contemporaneo, ma proponendo le caratteristiche della architettura tipica pugliese, usando materiali a km zero. Per esempio le ceramiche riprendono l’artigianato locale di Grottaglie. Abbiamo studiato come la luce si muove nello spazio, le volumetrie, il tutto in chiave contemporanea. Ci si è confrontati con un piano architettonico degli anni ’80, ma ha dato una grande spinta il fatto di poter modulare gli spazi verdi in modo libero. E’ stata posta grande attenzione per la progettazione del landscape e del rooftop che diventa elemento chiave dell’esperienzialità. Il tutto a impatto zero. L’aspetto importante è dare all’ospite la possibilità di scegliere dove stare, ma con la sensazione di far parte di un unicum progettuale”.

Il resort mette a disposizione degli ospiti un lido privato e attrezzato. L’offerta eno-gastronomica è orientata al fine dining e alla creazione di una proposta capace di leggere i desideri legati ai nuovi stili di vita. Spazi e servizi riprendono la formula della linea di prodotto Italian Lifestyle Collection il che vuol dire lobby interna ed esterna, Vip lounge, Spa, Gaming Room, Lounge garden, Rooftop bar, 2 ristoranti (di cui uno à la carte) e 3 bar (interno, area pool e roof).

Un lifestyle italiano

Il periodo della pandemia è stato un momento di riflessione per tanti, anche per il gruppo che ha fatto uno studio con una società italiana e una internazionale, per capire dove potersi posizionare ulteriormente e cosa mancasse in Italia in questo momento. Gli studi hanno rivelato che nel nostro Paese c’è “la necessità di un prodotto upscale o premium“. Da qui la scelta per un lusso sostenibile in risposta a quella fascia intermedia di clientela, perché se è vero che ci sono “alberghi da 200 euro al giorno e da 2mila, c’è anche la fascia intermedia da 500 euro al giorno per chi desidera servizi di un livello superiore e soprattutto vuole il lifestyle“, sostiene Pagliara. Una formula che, in Italia la stanno portando avanti “gli stranieri, perché nel Belpaese il lifestyle non lo fa nessuno”. Da qui la volontà di iniziare anche questa sfida, “facendo un lifestyle italiano”.

Tra gli elementi chiave di questo concetto c’è il racconto della destinazione. “I villaggi di una volta erano un mondo chiuso, cioè il cliente non usciva dagli spazi della struttura, ora invece, sono experience”. La strada secondo Pagliara è “arricchire il prodotto alberghiero con esperienze senza invadere il territorio”. Rientrano in questa ottica anche le diverse iniziative di solidarietà che il gruppo porta avanti nei confronti dei Paesi in cui è presente, come nel caso di Zanzibar. Questo dialogo con la destinazione si esprime anche aprendo le porte del resort a chi non è ospite della struttura.

Clientela italiana ed internazionale

Il manager ci tiene a precisare anche un altro concetto che caratterizza la nuova Valtur, diversamente da quella del passato, “rivolta solo a clienti italiani, adesso è per una clientela italiana ed internazionale, ma che cerca un sapore italiano, un italian style a partire dal food, dall’intrattenimento, dagli arredi. Infatti, le partnership che abbiamo fatto in questi anni sono tutte con aziende italiane”. Il manager cita quella stretta con Technogym, o con Campari, “in tutti i nostri villaggi abbiamo corner Campari e i nostri barmen fanno la scuola da Campari”, ci tiene a precisare.

Stefania Vicini

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