Un marchio di sostenibilità per l’Alto Adige

Erwin Hinteregger è il direttore generale di IDM Alto Adige, l’organismo che ha lanciato una novità turistica: il marchio di sostenibilità per il turismo. Gli chiediamo di spiegarci che cos’è e come funziona.

“Si tratta – spiega Hinteregger – di una certificazione che viene assegnata alle destinazioni e alle aziende ricettive del territorio ed è costituita da un programma completo di sostenibilità per il turismo che IDM Alto Adige ha sviluppato per conto della Provincia e insieme a stakeholder ed esperti. L’aspetto più importante, tuttavia, non è il marchio, ma ciò che il marchio attiva: uno sviluppo dell’offerta turistica sempre più sostenibile e volta a far diventare l’Alto Adige l’habitat sostenibile più ambito d’Europa. Nello specifico vogliamo sviluppare un’offerta turistica sempre più sostenibile, sia per la popolazione locale, che per i nostri ospiti e sempre in armonia con la natura che ci circonda. Un obiettivo ambizioso in cui crediamo fortemente insieme alla Provincia e alle realtà del territorio”.

Gv: Quali sono i requisiti richiesti e come funziona il processo di valutazione?

“Il programma sostenibilità turistica, sviluppato per le destinazioni, si basa sui criteri del Global Sustainable Tourism Council (GSTC), un’organizzazione internazionale che ha definito uno dei più affidabili ed elevati standard certificabili e credibili per il turismo e i viaggi sostenibili a livello mondiale. Criteri che sono stati creati con l’intento di ottenere una comprensione comune di ciò che significa turismo sostenibile. I principi del GSTC, con cui viene misurato il processo di sostenibilità, sono stati attentamente esaminati e adattati alle condizioni dell’Alto Adige e prevedono un approccio integrato che include quattro principali obiettivi: gestione sostenibile, massimizzazione dei benefici sociali ed economici, di quelli per il patrimonio culturale e dei benefici all’ambiente. Se tutti i criteri prescritti vengono soddisfatti, questi sforzi vengono premiati con il nuovo “Marchio di sostenibilità Alto Adige”, gestito e assegnato da IDM Alto Adige. Per le strutture ricettive sono invece stati definiti nove campi d’azione specifici che si adattano alle loro condizioni e tengono conto anche delle loro esigenze economiche”.

Gv: Quante attività altoatesine potenzialmente lo possono ottenere?

“Attualmente, il marchio si rivolge alle singole destinazioni e alle strutture ricettive. Presto sarà disponibile anche per le aziende che gestiscono agriturismi, affittacamere privati e per i gestori di campeggi. Il prossimo passo sarà quello di estenderlo ad altri settori come il commercio, l’artigianato e l’industria”.

Gv: Chi sono i primi assegnatari?

“Le prime tre destinazioni altoatesine ad essere certificate con il marchio di sostenibilità Alto Adige, ottenendo il livello 3, sono la Val d’Ega, Bressanone e San Vigilio di Marebbe, ma ce ne sono altre che hanno intrapreso questo percorso come, per esempio, Alpe di Siusi, Merano, Val Passiria e Racines. Inoltre, varie strutture ricettive hanno ottenuto il certificato o stanno completando il processo per ottenerlo”.

Gv: Che benefici ottengono?

“Il marchio permette a chi lo riceve di rendere visibile il proprio impegno a favore dello sviluppo sostenibile. Il programma di sostenibilità del turismo in Alto Adige – frutto dell’azione congiunta di rappresentanti del mondo economico e delle associazioni – ha come obiettivo comune il consolidamento del settore turistico attraverso uno sviluppo ecologico e sostenibile a beneficio davvero di tutti”.

Gv: Ci sono iniziative analoghe in altre regioni?

“Molte regioni in Europa stanno ampliando i loro sforzi per uno sviluppo più sostenibile o per ottenere certificazioni di sostenibilità. Ciò che differenzia il nostro programma è che racchiude sotto un unico marchio del territorio sia le destinazioni, che le strutture, garantendo così un’attuazione a 360 gradi”.

Gv: Sono previste verifiche periodiche?

“Sì, sono previste verifiche da parte di enti certificatori specializzati e indipendenti come Green Destinations e Vireo che certificano sia le destinazioni che le strutture ricettive, le quali vengono poi sottoposte a verifiche periodiche”.

 Gv: Sono previsti dei costi per le struture certificate?

“Il costo per le strutture consiste prevalentemente nelle misure che devono adottare per ottenere la certificazione e che vengono periodicamente verificate da enti indipendenti”.

Paolo Stefanato

 

 

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