Fiavet Toscana: “Riformare le regole del trasporto”

Fiavet Toscana esprime in una nota la sua posizione molto chiara sul tema trasporto, sottolineando che è urgente riformarne le regole, in quanto sono del tutto inadeguate nello scenario turistico attuale.

“La carenza di mezzi di trasporto a disposizione del pubblico è sotto gli occhi di tutti – dice l’associazione nella nota -. Nel corso degli ultimi anni, a parte la parentesi dovuta alla pandemia, la domanda è enormemente cresciuta senza alcun adeguamento delle regole che permettesse un incremento dei mezzi a disposizione. I risultati possono essere riassunti così: i titolari delle pochissime licenze, sempre meno disponibili e detentori del privilegio di non avere di fatto concorrenti, hanno aumentato i prezzi, facendo lievitare di conseguenza tutti i costi della filiera. È partita la corsa ‘al cliente che paga di più e in contanti’ (cioè al nero), lasciando a piedi tanta gente e privando di servizi chi opera secondo le regole.  È aumentata a dismisura la pratica dell’abusivismo, con gravi rischi per i consumatori e con una ulteriore perdita di controllo dei flussi”.

L’associazione di categoria prosegue, aggiungendo: “Da noi chi organizza pacchetti turistici – secondo le leggi europee, nazionali e regionali dovrebbero essere solo i tour operator/agenzie di viaggio – per una componente cruciale come quella dei trasporti deve fare i conti con questi tre dati di fatto elencati sopra. Il mercato del turismo, che piaccia o no, è liberalizzato e internazionale da ormai molti anni. Chi organizza viaggi, gite e visite guidate si trova costantemente a competere, online e offline, con giganti multinazionali provvisti di mezzi imponenti per dominare il mercato”.

A detta della associazione di categoria “il mondo della politica dovrebbe fare delle scelte e adeguare con urgenza il quadro legislativo per rendere sostenibili le destinazioni controllando i flussi; creare le condizioni per una vera delocalizzazione, dando ai tour operator/agenzie di viaggio gli strumenti per muovere le persone a costi accettabili, per costruire un’offerta competitiva sul mercato. Per realizzare quanto sopra occorre mantenere e sviluppare l’industria del turismo organizzato nel nostro Paese, contrastando non solo a parole gli abusivi che si improvvisano tour operator”.

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