EDITORIA - EVENTI - SERVIZI DAL 1972 AL SERVIZIO DEL TURISMO PROFESSIONALE
Planetaria Hotels tra sperimentazione e divertimento creativo

Non una strategia decisa a tavolino, ma una valutazione delle opportunità che si prospettano. Il modus operandi di Planetaria Hotels è così. A raccontarlo è il direttore generale, Damiano De Crescenzo. “Intendiamo continuare a divertirci con le opportunità che stiamo valutando”, afferma.

Quella del divertimento è in un certo senso una filosofia cara alla catena che conta un portfolio di 11 hotel. “Il divertimento è innovazione e noi siamo assatanati di divertimento creativo”, afferma il manager. Da qui la volontà di sperimentare, così come la “realizzazione del metaverso che abbiamo fatto ed è la prima nel mondo alberghiero italiano. Si è direttamente sul posto e vale più di una site inspection”, commenta. La struttura in cui è stata sperimentata è l’Hotel Enterprise di Milano, infatti, proprio qui “c’è l’unica sala immersiva del mondo alberghiero italiano con l’Avatar all’interno”.

Attenzione alle experience

Sul fronte dei servizi la catena presta attenzione alla ristorazione, “che diventa sempre più importante. Abbiamo avviato un percorso di sostenibilità che non è solo ecologico, ma è fatto anche di comportamenti responsabili”, spiega il manager. C’è poi il concetto di experience, che vuol dire “avere l’esperienza del posto dove sono andato, vivere la realtà in cui mi trovo”. Il che si esprime anche nella ristorazione attraverso la stagionalità e la tradizione, attraverso le “vecchie ricette, ma non deve mancare l’autenticità”.

Temi chiave

In merito alla situazione contingente sul fronte rincari, il manager osserva che “i prezzi dell’energia non sono dieci volte superiori, ma lo sono tre volte, considerando la situazione da cui veniamo, è già qualcosa. È aumentato tutto e poi non si trova personale. Sono arrivati i clienti in modo di gran lunga superiore rispetto a quanto era atteso, sono aumentate le materie prime e gli alberghi hanno aumentato i prezzi, la domanda lo ha permesso in maniera anche eccessiva – osserva -. In tutta questa situazione la pandemia ha fatto cambiare lavoro a tanti”.

In tutto ciò è necessaria anche “una formazione adeguata – afferma -. Aumentiamo i prezzi, ma poi non possiamo dare i servizi per mancanza di personale qualificato. Mi sto muovendo nel mio piccolo con le associazioni di categoria perché altrimenti la situazione ci scappa di mano”.

Spinge all’azione e al fare il manager. Più che di hotellerie parla di turismo e territorio, di un’Italia “che è il primo Paese che tutti sognano e allora perché nelle classifiche è quinta nel mondo e terza in Europa?”.

Poi riflette su un altro punto, sulla necessità di professionisti che sappiano “far fruire dei beni che abbiamo, come i 58 siti Unesco. Ho visto come sono gestiti e ho fatto un progetto con lo Iulm” e poi aggiunge: “Io ci parlo con i clienti, mi confronto con loro” e questo perché l’innovazione passa anche dallo scambio con chi l’hotel lo fruisce e vive il Paese.

Stefania Vicini

Tags: ,

Potrebbe interessarti