Cineturismo in Italia: per il territorio beneficio economico di circa 600 milioni

“Le produzioni cinematografiche, straniere ma anche italiane, rappresentano un volano eccezionale per comunicare le bellezze ed i luoghi più significativi del nostro Paese”. E’ quanto afferma Massimo Feruzzi, amministratore unico di Jfc e responsabile della nuova ricerca sul cineturismo – realizzata a distanza di 7 anni dalla precedente – che analizza l’approccio ed il sentiment che le case di produzioni – italiane e straniere – ed i location manager hanno nei confronti del Belpaese.

La scelta della location

Dalla ricerca emerge che, se è vero che nella scelta della location “comanda il copione”, anche se di meno rispetto al passato, vi sono poi altri elementi che le case di produzione prendono in considerazione. La location viene in prevalenza scelta sulla base della “bellezza, attrattività ed estetica del luogo” (14%) ed anche in base alla “disponibilità di fondi regionali e/o comunali” (11,5%), la presenza di una “logistica funzionale” (9,1%), intendendo come tale gli spazi di manovra della troupe, parcheggi per mezzi, uffici, facilità di organizzare un campo base, spazi adibiti al facile trasporto di attori, troupe, produzione, l’”attinenza tra l’ambiente e la sceneggiatura” (8,9%).

Tra gli elementi che allontanano le produzioni dalle location ci sono le “difficoltà logistiche e la raggiungibilità dei luoghi” (15,1%), la problematica di una “burocrazia lenta e complessa” (12%), la “scarsa empatia tra le produzioni e le istituzioni” (9,7%), la “mancanza di maestranze locali” (9,5%), la “carenza di strutture per l’accommodation” (8%).

Le location con maggiori potenzialità

Quali sono, secondo i location manager e le case di produzioni straniere – le location con maggiori potenzialità per conquistare produzioni cinematografiche nei prossimi anni? Al di là delle città d’arte italiane famose in tutto il mondo – vale a dire Venezia e Roma – gli ambiti considerati più attrattivi per la realizzazione di produzioni cinematografiche sono due: la Puglia e la Toscana, soprattutto per il loro paesaggio-landscape.

Mentre nella classifica delle regioni italiane film feeling – ovvero che offrono agevolazioni, fondi e supporto operativo alle produzioni – al primo posto troviamo la Puglia seguita dalle provincie Autonome dell’Alto Adige e del Trentino.

Il ruolo delle Film Commission

Si conferma il ruolo fondamentale delle Film Commission che rappresentano – come confermano tutti i referenti interpellati – uno strumento utile e funzionale ad attrarre nuove produzioni. La vera differenza è data dalla loro capacità di unire la concessione di supporto economico con l’assistenza sul territorio. Per molte case di produzione – soprattutto estere – quest’ultimo fattore vale molto di più di qualsiasi cifra in denaro.

I flussi generati

La ricerca analizza i flussi turistici che nascono a seguito dell’ambientazione di film, fiction ed il loro valore economico, oltre ad una valorizzazione complessiva del fenomeno del cineturismo in Italia, aggregando quindi i valori generati dalla presenza delle case di produzione ed il loro “lascito” sul territorio con la spesa dei movie-tourist siano essi ospiti sul territorio sia day-user.

“In Italia il cineturismo – afferma Feruzzi – genera sui territori dove avvengono le riprese un beneficio economico pari a 597 milioni 440mila euro. Di questi, la maggior parte – 321 milioni circa – è il valore economico generato da coloro, italiani e stranieri, che scelgono di soggiornare e o visitare in giornata i luoghi delle sceneggiature. Si tratta di complessive 1 milione 344mila presenze turistiche (17,7% stranieri) e 11 milioni 603mila day user (34,2% stranieri). Purtroppo ancora oggi l’Italia riesce a raccogliere solo l’1,8% dei soggiorni di movie-tourists internazionali. L’altra quota è generata da quanto le case di produzioni lasciano sul territorio durante le riprese, che è pari ad ulteriori 276 milioni 272mila uro, la maggior parte dei quali (il 41,5%) è distribuito tra le maestranze/tecnici locali e le strutture alberghiere che ospitano le troupe”.

Quanti sono i movie-tourist internazionali?

Se negli ultimi sette anni i movie-tourist internazionali sono aumentati, passando dai 42 milioni del 2016 ai 50,8 milioni del 2023, con un incremento del +21%, in Italia il fenomeno è tuttora marginale ed il cineturismo non è ancora esploso, se si considera che sugli 8 milioni 385mila circa movie-tourist internazionali – che hanno questa come motivazione principale del loro soggiorno – coloro che scelgono l’Italia per visitare i luoghi dei grandi cinema sono 150.935 con una permanenza media di 1,5 notti e complessive 226mila presenze. In sostanza, vi è ancora molto lavoro da fare per i flussi stranieri interessati a questa tematica.

Grande crescita, invece, del numero di nostri connazionali che si muovono per cineturismo che, nel 2023, saranno poco più di 698mila ed una permanenza media è pari a 1,6 notti, generando complessivamente oltre 1 milione 117mila presenze.

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