Aviation, volano ripresa e prezzi 

Negli ultimi mesi la ripresa del traffico aereo è stata continua in tutti i continenti, Asia inclusa dopo la riapertura della Cina. Secondo lo studio annuale di AlixPartners, nel 2023 il traffico domestico ha già superato il livello pre-crisi e l’intercontinentale ha visto una significativa crescita, pur rimanendo a circa -15% % del livello pre-pandemia. Le rotte tra Asia ed Europa e Nord America sono quelle più lontane dal pieno recupero, con un livello di posti previsti per tutto il 2023 pari a circa il 78% e 63% rispetto al 2019.

La domanda che sta interessando il comparto aerospace, defense e aviation è senza precedenti, tuttavia, l’aumento dei tassi di produzione che il mercato richiede, è ostacolato dalle tensioni nella supply chain, dalla carenza di manodopera, dall’incremento dei costi e dei tassi di interesse e dalla guerra in Ucraina. Negli anni della pandemia, a causa delle restrizioni e all’incertezza, i viaggiatori avevano iniziato a prenotare i propri voli molto più sotto data rispetto al passato. Le recenti curve di prenotazione mostrano invece un andamento simile alla situazione pre Covid, anche se ancora un elevato numero di viaggiatori è propenso a prenotare più a ridosso della partenza.

Minima redditività

Nel 2023, la redditività netta delle aerolinee dopo le tasse è prevista raggiungere l’1%, dopo aver registrato oltre 180 miliardi di perdite tra il 2020 e il 2022. Le aerolinee europee si attesteranno su un livello di profittabilità del 3%, in linea con quanto registrato nel 2019, di poco inferiore al 4% atteso per le aerolinee nordamericane. In Asia si prevede che il comparto mostri un recupero significativo nel 2023, pur rimanendo a -4% di redditività. Tra il 2019 e il 2022 il debito complessivo delle aerolinee è aumentato del 12%, nonostante le numerose ristrutturazioni finanziare e le recenti riduzioni del debito. Il rapporto debito/Ebitda è cresciuto di oltre il 50% dal 2019, passando da 2,4x a 3,7x.

Velocità diverse

Ma non tutte le aerolinee stanno beneficiando della ripresa allo stesso ritmo.

“Tra il 2019 e il 2023 i vettori tradizionali europei hanno perso 6 punti percentuali di quota di mercato a favore delle compagnie aeree low cost nel traffico intraeuropeo – spiega Michele Mauri, partner e managing director di AlixPartners -. Se guardiamo ai sedili in vendita fino a fine 2023, Ryanair, che è prevista aumentare la sua quota in Europa dal 13% al 19%, è di fatto la compagnia che sta guidando questa crescita, mentre le altre low cost mostrano andamenti più stabili. La più recente ripresa del traffico internazionale sta finalmente aiutando le compagnie tradizionali, che ricavano la maggior parte dei loro profitti dai voli a lungo raggio”.

Budget intaccato

Restano molteplici le incertezze che le compagnie aeree devono affrontare. Da un lato, l’impatto del rallentamento economico globale e della crescita dei prezzi al consumo, che potrebbe ridurre il reddito disponibile delle famiglie e di conseguenza la domanda di viaggi in un contesto di prezzi di biglietti aerei che rimangono attualmente ancora elevati. Dall’altro, l’incremento dei costi del lavoro e dei tassi di interesse, peraltro aiutato dalla diminuzione del costo del carburante rispetto al picco di metà 2022, oltre a una situazione di ritardi nelle consegne di aeromobili e parti di ricambio che incidono sull’operatività. Infine, vanno considerate le nuove normative di decarbonizzazione in Europa, che avranno un impatto sui prezzi dei biglietti.

Paola Olivari

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