Le aziende cambiano il modo di viaggiare

Incremento dei prezzi e flotte aeree ancora non a regime non frenano la ripresa dei viaggi d’affari. Secondo una ricerca di Forwardkeys, le prenotazioni dei voli nel caso della clientela business risultano attualmente inferiori del 14% rispetto ai livelli prepandemici, mentre quelle del tempo libero sono più basse del 16%. Secondo la società di analisi il divario tra business travel e turismo aumenterà in autunno, visto che il booking dei voli business per settembre risulta ad oggi in calo dell’1% rispetto al 2019, mentre il leisure dovrebbe essere sotto di 8 punti percentuali. Per capire lo stato dell’arte in Italia, sono state interpellate alcune reti specializzate.

L’allineamento di Bcd Travel

Di allineamento ai dati Forwardkeys parla Edoardo Maria Priori, managing director BCD Travel: “A livello globale prevediamo di raggiungere fino all’80% dei livelli di transazioni totali pre-Covid quest’anno, con variazioni per Paese e in base a sviluppi geopolitici, disponibilità di fornitori, restrizioni di viaggio e altri fattori. I ivelli globali delle transazioni torneranno ai livelli pre-Covid nel 2025”. Tra le rotte che stanno mostrando la ripresa maggiore (fonte Oag) i mercati latinoamericani si sono ripresi fino a raggiungere circa il 6-7% in più rispetto ai livelli del 2019. Nord America, Medio Oriente e Asia rimangono molto vicini ai livelli pre-pandemici. “I mercati europei – sottolinea Priori – si trovano ancora leggermente al di sotto dei livelli del 2019. I mercati del Pacifico meridionale sono ancora al di sotto dei livelli del 2019, ma il clima invernale che c’è stato potrebbe essere la causa. Per quanto riguarda l’Italia, a giugno 2023 la capacità dei posti a sedere delle compagnie aeree aveva raggiunto l’1% in più rispetto al livello pre-pandemico. La capacità nazionale era aumentata del 6%, ma quella internazionale era ancora inferiore dell’1%. Ad ottobre 2023, la capacità dovrebbe essere del 9% in più rispetto al 2019 (16% nazionale, 7% internazionale)”. Fronte prezzi, quelli dei voli a lungo raggio “sono aumentati di circa il 18-22% rispetto ai livelli del 2019. I prezzi dei voli a breve raggio sono scesi fino a essere rispettivamente l’8% e il 9% al di sopra dei livelli del 2019 in Germania e nel Regno Unito”.

L’analisi dell’Osservatorio Uvet

“Con il trend di maggio abbiamo registrato che le prenotazioni sono al 78/100 vs 2019 (in base al nostro cluster), in valore invece noi registriamo 94/100 vs 2019”, commenta il Gruppo Uvet. “La differenza ovviamente – prosegue – è dovuta all’incremento dei prezzi medi del 21% vs lo stesso periodo del 2019. Al momento quindi non ci sentiremmo di dire che il business travel superi il leisure in termini di prenotazioni”. Secondo l’osservatorio del network le tratte intercontinentali (95/100) in valore stanno andando decisamente meglio rispetto a quelle europee (84/100), “mentre registriamo un valore inferiore sulle tratte aree nazionali (66/100) – spiega l’azienda -. Se invece vogliamo esprimere in biglietti emessi, sempre in base al cluster dell’osservatorio, abbiamo i voli intercontinentali (85), le europee (80) e (73) le nazionali”. Secondo l’osservatorio Uvet di maggio, “la spesa media per transazione rileva un Btt  (biglietto a tratta tariffaria) di 110 nei voli, 123 per il segmento hotel e di ben 134 nel car rental, a conferma del trend in corso nel rilevamento della spesa globale”.

Ritorno alla normalità per Welcome

Per Vittorio Amato, responsabile commerciale vettori Welcome Travel Group, “le rilevazioni di ForwardKeys evidenziano un segnale positivo di ripresa per l’industria del turismo e suggeriscono una graduale crescita nelle attività economiche. Le tratte che fanno registrare un maggior incremento, superando addirittura i livelli pre-pandemia – sottolinea il manager – sono quelle che, per tradizione, hanno sia una componente leisure sia business, come il Malpensa-Dubai, con una crescita del 28%, il Roma-New York con un +62% e il Malpensa-Bangkok con un +23%”. Anche la richiesta di rotte tipicamente turistiche sta aumentando, in cima alla lista il Malpensa-Maldive, con un +30%, e Fiumicino-Maldive, con un +10%. Come previsto, inoltre, Welcome sottolinea l’incremento di traffico sul Giappone, in particolare su Tokyo, e sulla Cina, verso Wenzhou. “Per quanto riguarda le vendite sulla tratta Malpensa-New York – aggiunge il manager – sono ancora in negativo rispetto al 2019 (-29%), così come sul Malpensa-Shanghai (-15%) e il Malpensa-Hong Kong (-34%)”.  Amato conferma che le tariffe medie sono notevolmente aumentate: se il revenue si avvicina ormai ai livelli del 2019 (-2%), il numero dei passeggeri è ancora inferiore (-23%). A dispetto dei forti aumenti di prezzi, Welcome rileva che la cabina business è scelta da molti passeggeri. “In base ai nostri dati – conclude il responsabile commerciale – possiamo affermare che vi è un generale e progressivo ritorno alla normalità nel settore dei viaggi, sia per quelli d’affari, che per il tempo libero”.

ACI blueteam: crescono volumi e transazioni

“L’andamento delle nostre vendite è in continua e costante crescita, sia in termini di volumi che di transazioni. In entrambi questi due aspetti, a oggi, abbiamo già recuperato quanto perso durante il periodo della pandemia”. A parlare è Alfredo Pezzani, chief business officer di ACI blueteam. Anche in questo caso si fa notare una forte ripresa delle prenotazioni in classe business, nonostante gli aumenti. “Devo dire, però, che la forte attività consulenziale, anche attraverso le “technicalities” di ACI Blueteam – prosegue Pezzani – ha mitigato significativamente questi aumenti che a livello globale il gruppo FCM, di cui siamo rappresentanti esclusivi per l’Italia, ha registrato aumenti nell’ordine del 14,87% medi”. Il manager precisa inoltre che dai dati analizzati questo numero, se letto per singola cabina di viaggio, mostra che “molti passeggeri che prima viaggiavano in business ora prediligono la premium economy, o l’economy class, abbassando così questa media che invece su tantissime tratte, specialmente quelle per il Far East e Usa, risulta essere ben superiore”. Il problema tariffario risiede nella disponibilità dei posti: “Siamo di fronte a una forte domanda che i vettori aerei non sono in grado di soddisfare – dichiara Pezzani – e, di conseguenza, le tariffe stanno aumentando. Ora più che mai, appoggiarsi a una Tmc di valore può fare la vera differenza e consentire di generare risparmi importanti”. Senza dimenticare il nodo dei disagi causati dai numerosissimi scioperi degli ultimi mesi, che si aggiungono alla mancanza di offerta e che, in molti casi, fanno lievitare ulteriormente i prezzi.

Volumi su del 30% in Cisalpina

Esordisce con una premessa, Giorgio Garcea, chief commercial & operations officer di Cisalpina Tours: “I viaggi d’affari oggi vedono prezzi medi aumentati del 25/30%, soprattutto nell’hôtellerie e nella biglietteria aerea, e un -10% di transazioni. In questo contesto i volumi del nostro portafoglio crescono del 30%”. Un contesto economico che ha fatto scaturire nuove modalità per le trasferte d’affari. “In virtù degli aumenti di pricing di aerei e soggiorni, le aziende nostre clienti hanno iniziato a far viaggiare una popolazione aziendale differente: sì i tecnici della manutenzione, che non possono esimersi. Così come il top management. Invece, il middle management, responsabili di area e di funzione, preferibilmente optano per riunioni in teleconferenza”, osserva Garcea. Il manager prosegue poi con una considerazione rispetto all’offerta aerea e alberghiera: “La domanda è ripartita in modo troppo sostenuto e diverse strutture non hanno mai riaperto. Questo rappresenta per tutto il settore una criticità da gestire a fronte di due presupposti: budget – che molte imprese non vogliono rivedere al rialzo – e qualità del servizio che noi dobbiamo assolutamente mantenere elevato. Alcuni nostri clienti cominciano a richiedere soluzioni ricettive alternative”. Per quanto riguarda il traffico aereo, “la concomitanza di scioperi a catena complica non poco il travel management e si inserisce in questa serie di valutazioni. Alcune compagnie aeree hanno la metà dei voli, forse anche meno, rispetto al 2019. Si apre un tema di scarsità di prodotto, che quando si verifica il caso di un mancato sorvolo di spazio aereo acuisce la complessità e impatta sui costi. Noi, in quanto intermediari, siamo tra i canonici due fuochi”. Tra le tratte che si sono riprese meglio, il Far East, con Cina in testa, è appena ripartito (da fine marzo) e sembra mantenere un buon ritmo. Il traffico di Cisalpina vede Italia/Usa +1% di volumi e -11% di pax, mentre su Italia/Uae +42% volumi e +33% pax. Un dettaglio sull’India: +33% volumi e +13% passeggeri.

Laura Dominici

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