Moby Fantasy, il traghetto del futuro

E’ Achille Onorato, ceo di Moby Group, a sottolineare come il progetto di Moby Fantasy, nuova ammiraglia del Gruppo Onorato, abbia preso il via nel 2018 da un’idea del padre Vincenzo che l’ha disegnato per mettere sul mercato un prodotto con caratteristiche diverse. Dal livello di rifiniture, al catering ma soprattutto le tecnologie ambientali all’avanguardia che tagliano le emissioni di Co2 del 40%, le principali dotazioni. “E’ un mercato in evoluzione e in profondo cambiamento – ha commentato -. Fantasy dispone di 4 ponti, di cui 3 totalmente indipendenti, con una velocità di carico e scarico per auto e camion che non esiste nei ferry di vecchia generazione. E tutti i servizi per i passeggeri sono concentrati su un unico ponte. Fantasy è stata costruita in Cina nel cantieri di Guangzhou e attualmente è in fase di costruzione la gemella, la Moby Legacy che sarà operativa dal prossimo autunno e sarà immessa sulla stessa rotta da Livorno/Olbia dove attualmente opera la Fantasy. Aumentare la capacità sulle nostre linee significa ridurre di fatto il numero di navi e limitare l’inquinamento”.

Piano di refitting

Per i prossimi 18 mesi, tra l’altro, è previsto un programma di refitting su molti dei traghetti in flotta per aderire alle norme europee sui carburanti. “Abbiamo in essere un programma di investimenti nel refitting della flotta per 36 milioni di euro – annuncia Onorato – che per il 40% saranno co-finanziati grazie al Pnrr e realizzati in cantieri italiani, generando un ulteriore impatto positivo sul nostro territorio e che ci consentiranno di raggiungere una riduzione complessiva delle emissioni della flotta del 32%, superando i requisiti richiesti dalla Fuel Eu”.

Obiettivi

Per il ceo Achille Onorato un altro degli obiettivi della società è trasferire la qualità e la varietà del cibo assicurata sulla Fantasy dalla Ligabue catering su tutti i traghetti della società. “Su questo ferry è stato creato un brand congiunto tra Moby e Ligabue che si chiama Gusti Giusti. E’ un marchio che vuole identificare un’offerta qualitativa nel segno del made in Italy, che mette al centro gusto, varietà e freschezza, garantendo velocità ed efficienza nel servizio. Questo brand, con i tempi necessari, sarà a bordo degli altri traghetti Moby”. Il manager ha poi voluto sottolineare il legame della famiglia con la Sardegna che risale al lontano 1870, con Olbia in particolare, da quando ancora si chiamava Terranova Pausania. “I miei antenati portavano le merci nell’isola – ricorda – e furono i primi a sollecitare i produttori locali ad esportare le loro specialità sarde come i formaggi, i liquori, l’artigianato, anche per riempire le stive delle navi che, altrimenti, al ritorno verso il continente avrebbero viaggiato vuote”.

La finanza

Un cenno sulla situazione finanziaria: “E’ innegabile che siamo usciti da un periodo che ha pesato sui conti economici della compagnia a causa del Covid e della guerra che influisce tuttora sul costo del carburante. Oggi abbiamo un progetto costruito con orgoglio con il quale affronteremo le sfide. Erano 25 anni che non si metteva in mare un nuovo traghetto e sarei bugiardo se non pensassi di avere successo. Il nostro personale è tutto italiano nella migliore tradizione della marineria italiana. Purtroppo – conclude – lo shipping italiano, anziché essere considerato un volano per l’economia, è dimenticato dalla politica. La compagnia sta concludendo con successo un piano di ristrutturazione il cui primo evidente risultato è la Moby Fantasy. Obiettivo della compagnia è quello di capitalizzare gli sforzi che sono stati fatti, di consolidare il business di riferimento con i piedi ben saldi per terra, portando avanti il piano di sviluppo del nostro business core”. Da rumors si evince che Msc, a breve, dovrebbe entrare in Moby acquisendo il 49% del capitale.

Annarosa Toso

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