Modello Nicolaus tra gestione e affiliazione

Ha due anime il Gruppo Nicolaus Valtur. Nasce come t.o. per evolversi in compagnia alberghiera. Ha un obiettivo preciso ed è quello di sviluppare una “azienda etica nel Sud Italia”, dove la parte etica vuol dire essere arrivati ad avere “mille dipendenti di cui il 50% con una laurea e il 20% con più di una”, spiega l’a.d. Giuseppe Pagliara.

Le due anime

L’anima alberghiera viene sviluppata “in modo moderno, perché gli alberghi gestiti nella maniera tradizionale sono un modello molto complesso, abbastanza difficile da portare avanti – sostiene il manager -. Le grandi catene alberghiere internazionali oggi vanno sempre di più verso programmi di affiliazione e non di gestione”. Osservando il modus operandi di questo mondo fa due esempi, Accor e Marriott, osservando che “per loro, i clienti non sono chi dorme in albergo, ma gli alberghi stessi, in quanto vendono servizi agli alberghi e li affiliano. Questo è il concetto delle grandi catene oggi. Noi abbiamo iniziato un percorso che in parte gestisce e in parte affilia”, afferma. Un modus operandi che il gruppo ha adottato qualche anno fa, che lo ha portato ad avere “un certo vantaggio competitivo su questo modello”.

Le gestioni alberghiere sono portate avanti con i brand Valtur e Nicolaus Club. A Valtur sono abbinate la linea Valtur Escape e la linea Valtur Italian Lifestyle Collection. Per Nicolaus – come villaggi famiglia – ci sono la linea Nicolaus Club e la linea Nicolaus Prime. L’hospitality company vede 2867 camere, 1187 camere di proprietà-gestione diretta, 1168 camere in franchising, 40 alberghi a marchio Nicolaus Club o Valtur, mentre quelli affiliati sono 21.

Il gruppo ha continuato anche a dare “grande importanza al tour operator, pur dovendosi evolvere” e, a detta del manager, si sta andando sempre di più verso un t.o. che definisce “un Olto, un online tour operator, tecnologico, che è la chiave per una distribuzione b2b moderna”.

Le prossime novità

Il portfolio di strutture cresce e l’attività di scouting prosegue a ritmo costante tutti i giorni. Si sa già che il 2024 porterà diverse novità. “A breve termine ci sarà un Escape lungo raggio”, dichiara Pagliara. L’area è quella dell’Oceano Indiano. Si tratta di “un resort di altissimo livello, un 5 stelle lusso. E poi stiamo lavorando su due progetti Escape sulla Puglia con un format innovativo, che in Italia non c’è ancora”.

Pagliara parla di numeri e del fatto che l’azienda “è sempre cresciuta in maniera naturale fino al 2019 quando siamo arrivati ad un fatturato di 96 milioni, nel 2020 c’è stata la pandemia ed abbiamo perso circa 60 milioni”. Poi il recupero nel 2021, arrivando a 66 milioni e a 100 milioni nel 2022. Il 2023? “Siamo proiettati ad arrivare a 135 milioni di fatturato”, afferma.

La new entry a Gallipoli con il brand lifestyle

L’estate 2024 porterà la novità del Valtur Gallipoli Beach Resort. Farà parte della linea Italian Lifestyle Collection. Una mossa dalla duplice valenza. Non solo è il secondo resort della linea votata al lifestyle secondo il modello Nicolaus, il primo è stato il Valtur Cervinia Cristallo Ski Resort, ma è anche un “ritorno in Puglia – osserva Sara Prontera, direttore marketing -. La linea porta avanti un dialogo ininterrotto con la destinazione, spinti dalla volontà di creare resort che sono quasi degli unicum all’interno del gruppo”.

E’ un “prodotto upscale che guarda verso un lusso sostenibile, una clientela internazionale in una destinazione che sta crescendo sempre di più all’interno della destinazione Puglia”, aggiunge l’a.d. Giuseppe Pagliara. La struttura era in precedenza un rustico degli anni ’80, pertanto è oggetto di un processo di ristrutturazione (ad opera dello studio dell’architetto leccese Longo e dello studio internazionale di architettura e design De.Tales) che prevede un investimento totale che supera i 20 milioni di euro, di cui circa 3 mln da parte del gruppo. Al momento la struttura è terminata al 65-70%. Sarà un 5 stelle lifestyle da 122 camere, di cui 20 suite.

Tra gli elementi chiave del lifestyle c’è il racconto della destinazione. La strada secondo Pagliara è “arricchire il prodotto alberghiero con esperienze senza invadere il territorio”.  Diventare un lifestyle brand “è un percorso ambizioso”, sottolinea Prontera, inoltre con questa linea il brand “ci mette la faccia come gestore – aggiunge Pagliara -, in quanto deve declinare il proprio marchio al 100% in termini di ospitalità, food, experience e dialogo con la destinazione. Per questo i lifestyle saranno solo in gestione”.

Stefania Vicini

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