Planetaria Hotels e la filosofia del divertimento creativo

“Un gruppo anomalo”. La definisce così Planetaria Hotels, il direttore generale Damiano De Crescenzo. Il motivo risiede nel fatto che non procede secondo una “strategia decisa a tavolino, ma analizza di volta in volta le opportunità che ci sono. Ciò che abbiamo trovato confacente a noi e al nostro mood è quasi arrivato da solo – racconta -. Non è stato costruito a tavolino e ne siamo contenti. Intendiamo continuare a divertirci con le opportunità che stiamo valutando”. Questa la dichiarazione di intenti del manager. Stiamo parlando di un portfolio di 11 hotel. Alla domanda su quale terreno si giochi l’innovazione, il manager afferma: “Il divertimento è innovazione e noi siamo assatanati di divertimento creativo”. Rientra in quest’ottica la volontà di sperimentare, così come la “realizzazione del metaverso che abbiamo fatto ed è la prima nel mondo alberghiero italiano. Si è direttamente sul posto e vale più di una site inspection”, commenta entusiasta. Non stupisce il fatto che la prima realizzazione sia stata fatta nell’Hotel Enterprise di Milano, che si presta alla sperimentazione, infatti, proprio in questo hotel “c’è l’unica sala immersiva del mondo alberghiero italiano con l’avatar all’interno della sala”. Una fucina di idee, ma fermo restando “i principi per far star bene il cliente”. In questo modo “un albergo nel tempo non invecchia mai, ma sorprende sempre e questa dinamicità è apprezzata”. Attenzione però, mette in guardia il manager, in quanto “non sempre tutto quello che è nuovo sorprende, si deve capire dove è il valore aggiunto e la cartina tornasole è sempre il cliente”.

Il valore dell’experience

Sul fronte dei servizi viene prestata attenzione alla ristorazione, “che diventa sempre più importante. Abbiamo avviato un percorso di sostenibilità che non è solo ecologico, ma è fatto anche di comportamenti responsabili”. C’è poi il concetto di experience. Secondo il manager “in tanti l’hanno confusa con il fare la Spa, ma la vera experience è avere l’esperienza del posto dove sono andato, vivere la realtà in cui mi trovo, perché la Spa di Dubai è uguale a quella di Londra”. Il che si esprime anche nella ristorazione attraverso la stagionalità e la tradizione, attraverso le “vecchie ricette, ma non deve mancare l’autenticità. La stagionalità è una questione di cultura, di atteggiamento coerente, del fare le cose che fanno star bene”.

Rincari, formazione e personale

Parlando della situazione contingente, dei temi caldi, dei rincari, il manager osserva che “i prezzi dell’energia non sono dieci volte superiori, ma lo sono tre volte, considerando la situazione da cui veniamo, è già qualcosa. È aumentato tutto e poi non si trova personale. Sono arrivati i clienti in modo di gran lunga superiore rispetto a quanto era atteso, sono aumentate le materie prime e gli alberghi hanno aumentato i prezzi, la domanda lo ha permesso in maniera anche eccessiva. In tutta questa situazione la pandemia ha fatto cambiare lavoro a tanti”. Il tema, a detta del manager, “non è che paghiamo male, ma abbiamo un pessimo contratto. Inoltre, va pensata una formazione adeguata – afferma -. Aumentiamo i prezzi, ma poi non possiamo dare i servizi per mancanza di personale anche qualificato. Dal canto mio mi sto muovendo nel mio piccolo con le associazioni di categoria perché altrimenti la situazione ci scappa di mano”.

Stefania Vicini

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