Vettori, viaggiatori e sostenibilità: un terno al lotto 

L’attenzione alla sostenibilità dal punto di vista ambientale sta cambiando le abitudini di viaggio: quasi la metà dei viaggiatori dichiara di essere disposta a pagare di più per un viaggio sostenibile e circa il 42% dichiara di essere incline a ridurre la distanza dei viaggi. Tra questi viaggiatori attenti alla sostenibilità, circa il 20-25% sono molto propensi a modificare le abitudini di viaggio.

L’era dei megaordini

Abitudini che riguardano necessariamente l’offerta di aerei innovativi, con un portafoglio ordini per Airbus e Boeing di quasi 13mila aeromobili ad aprile 2023 – l’equivalente di 8 anni ai tassi di produzione pre-Covid – e in crescita del 4% rispetto all’anno scorso. In particolare, sono tornati i megaordini per consegne scaglionate nei prossimi 10 anni, come quelle annunciate da United Airlines, Air India, Saudia o Ryanair, o che dovrebbero essere confermati a breve per Turkish Airlines o IndiGo. Questi ordini sono legati non solo al rinnovo della flotta, ma anche alle strategie di sviluppo delle compagnie aeree, che competono in alcuni mercati in rapida crescita.

Stabilizzare l’industria

Le sfide dal punto di vista della produzione sono significative. Il settore sta puntando a livelli di produzione mai raggiunti prima, con tassi di crescita anno su anno estremamente ambiziosi, in particolare i narrow-body. “Il tema dell’aumento dei ritmi di produzione e le difficoltà di consegna legate alla supply chain – conferma Michele Mauri, partner e managing director di AlixPartners – continueranno a preoccupare i produttori di aeromobili, e quindi dei loro clienti, per altri due o tre anni. La stabilizzazione del sistema industriale richiederà uno sforzo proattivo da parte dei produttori di aeromobili e dei vari fornitori di primo livello nei confronti di tutta la filiera di produzione”.

Efficienza vs traffico 

Secondo l’ultimo rapporto di AlixPartners, negli ultimi 60 anni l’efficienza energetica degli aeromobili è aumentata di oltre il 50%, ma questo miglioramento è stato reso vano dalla crescita del traffico aereo, che ha portato a un aumento di nove volte delle emissioni di CO2. Il traffico aereo raddoppia ogni 20 anni e, dato il ritardo nell’implementazione delle innovazioni ecologiche, il settore dell’aviazione deve adottare un approccio nuovo e più radicale per raggiungere l’obiettivo di emissioni zero entro il 2050. Questo nuovo approccio deve interessare in particolare le classi di aeromobili a medio e lungo raggio, perché i voli superiori a mille chilometri costituiscono l’80% delle emissioni totali.

Flotte nuove

Lo svecchiamento della flotta con aerei di ultima generazione – che attualmente rappresentano il 17% della flotta totale – è la soluzione più accessibile nel breve termine. Ogni velivolo di nuova generazione offre un risparmio di carburante di circa il 20%, che può ridurre le emissioni dell’11% entro il 2030. Si tratta di una promessa allettante per le compagnie aeree, considerando che il costo del carburante rappresenta il 25-30% del fatturato.

L’utilizzo dei nuovi carburanti sostenibili per l’aviazione (Saf) sarebbe la soluzione più facile da implementare, ma la loro disponibilità e i costi aggiuntivi sono fattori da considerare. Le capacità produttive sono ancora molto limitate (circa lo 0,05% del carburante su scala europea) e richiederanno investimenti massicci, circa 50 miliardi di dollari all’anno. Uno scenario senz’altro complesso anche in vista dell’ambiziosa risoluzione Iata di Net Zero 2050.

Paola Olivari

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