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Garibaldi Hotels: parte bene l’estate, tra mare, montagna e city hotel

Inizio di stagione promettente per Garibaldi Hotels. Lo attestano i primi dati sull’estate entrata oramai nel vivo, con un +38% di fatturato rispetto allo scorso anno con Sardegna in prima linea per il prodotto mare, positiva anche la montagna con il Trentino che conferma le aspettative di costante crescita registrando un +25% medio con alcune strutture che, a metà luglio, hanno già raggiunto il fatturato consolidato dell’estate 2022.

Il Santina Resort la sorpresa dell’estate

“La ripartenza delle destinazioni estere a lungo e medio raggio ha sicuramente avuto al momento qualche ricaduta sul mare Italia, ma molto dipende da quando si è venduto le camere, con che modalità e su quali mercati – commenta Fabrizio Prete, direttore generale Garibaldi Hotels -. È evidente che volendo mantenere le stesse tecniche di vendita degli ultimi due le conseguenze possono essere impattanti sul fatturato e sull’adr, ma in caso contrario l’effetto negativo si attenua ed in alcuni casi si inverte. I primi dati, infatti, che abbiamo elaborato dopo poco più di un mese dell’apertura delle nostre strutture e le prenotazioni per i prossimi mesi, ci portano ad essere ottimisti. Il Santina Resort, oramai ben avviato, è la sorpresa di quest’estate con un incremento, al momento, del 50%. Bene anche Puglia e Sicilia, mete sempre molto ambite sia dagli italiani che dagli stranieri”.

La destagionalizzazione

Sul fronte degli stranieri prosegue il percorso di destagionalizzazione del gruppo per incrementare questo segmento ancora marginale, ma con un enorme potenziale. “L’ingresso nel team di Luigi Tilotta come direttore commerciale fa parte di una strategia di sviluppo incentrata soprattutto su questo obiettivo e sulla managerializzazione dell’azienda. Ad oggi la presenza degli stranieri nelle nostre strutture è di circa il 18% grazie ad accordi con t.o. in alcuni Paesi come Francia, Germania, Polonia, Cecoslovacchia che ci permettono di ottimizzare i periodi di bassa stagione“.

A quanto dichiarato dal manager si vuole “arrivare al 35% e abbiamo tutte le carte in regola per sviluppare ulteriormente questo mercato spingendo sulla destagionalizzazione che rimane la nostra priorità su tutte le strutture. Abbiamo già chiuso degli accordi importanti per il 2024 in questo segmento anche sulla Sicilia”, prosegue Prete.

Città d’arte in ripresa

Il 2023 ha segnato la completa ripresa anche del turismo nelle città d’arte con Roma e Lecce protagoniste, dove i city hotel del gruppo hanno registrato un fatturato positivo già da inizio anno e anche l’estate si prospetta a pieno regime un po’ controtendenza rispetto a qualche anno fa in cui le città, soprattutto ad agosto si svuotavano.

La sfida oggi

“Bisognerà valutare la marginalità ovviamente, che negli anni scorsi è stata erosa dai costi fissi elevati. Oggi però i costi leggermente calmierati ci permettono di fare previsioni un po’ più ottimistiche per questa calda estate. La sfida è poter raggiungere una marginalità tale che possa contrastare anche il notevole incremento degli oneri finanziari dovuti all’impennata dei tassi di interesse. Proprio per questo motivo oggi bisogna fare estrema attenzione agli investimenti e concentrarsi sulla vendita di ciò che si ha senza sognare rinnovamenti o trasformazioni di prodotti alberghieri soprattutto in aree e strutture dove tutto questo non è poi ribaltabile sulle tariffe per varie ragioni e, soprattutto – afferma il manager – dove non si può garantire un’apertura della struttura almeno su 10 mesi, in modo da avere una continuità operativa pressoché annuale ed un ammortamento di tali investimenti e dei costi fissi su un periodo più ampio; impensabile farlo su strutture con apertura di 4 o 5 mesi, di qualsiasi categoria esse siano”.

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