Low cost: in mano loro più di un terzo della capacità mondiale

Le compagnie aeree low-cost gestiranno 2 miliardi di posti a livello globale, pari al 36% dei posti programmati nel mondo. A dirlo uno studio della piattaforma di travel intelligence Mabrian Technologies. Stati Uniti, India, Spagna, Cina e Italia sono i Paesi con il maggior numero di posti low-cost in arrivo previsti per il 2023.

Nel dettaglio

Per studiare la presenza e la distribuzione globale delle compagnie aeree low-cost nel 2023, Mabrian ha analizzato gli orari aerei di 698 compagnie aeree in tutto il mondo, sia nel segmento di linea che in quello low-cost.

Lo studio ha contato più di 2 miliardi di posti low-cost in tutto il mondo, offerti da 173 compagnie aeree, che rappresentano il 36% di tutti i posti di linea a livello mondiale.

L’analisi ha rilevato che i Paesi con la maggiore presenza di compagnie aeree low-cost sono gli Stati Uniti con oltre 395 milioni di posti, l’India con 147 milioni, la Spagna con 108 milioni, la Cina con 98 milioni e l’Italia con 85 milioni di posti.

Dati per regione

In Europa, i Paesi che ricevono il maggior numero di voli low-cost, e che quindi dipendono maggiormente da queste compagnie aeree, sono Lettonia, Bulgaria, Lituania, Belgio, Slovacchia, Italia, Ungheria e Macedonia. In tutti questi Paesi, la quota dei voli low-cost supera il 70%.

L’Asia è un continente con un’elevata predominanza di voli low-cost, con paesi particolarmente dipendenti come India, Afghanistan, Kazakistan e Tagikistan che hanno una quota di voli low-cost superiore al 60% di tutti i collegamenti.

In Africa, i Paesi che ricevono il maggior numero di voli low-cost sono Liberia, Togo, Sierra Leone, Gambia e Gabon, con una percentuale di posti low-cost che supera il 52% e raggiunge il 64,25%.

Nel Pacifico, il Paese che accoglie il maggior numero di posti low-cost è l’Australia, con il 46%, mentre in Nuova Zelanda, Palau e le Fiji, la percentuale di compagnie aeree a basso costo è praticamente residuale.

In Nord America, il Messico si distingue come il Paese con la più alta percentuale di posti low-cost, con oltre il 60%. Nel frattempo, gli Stati Uniti, pur essendo il Paese con il più alto volume totale di posti low-cost, hanno una quota di soli 33,7% di questi voli.

Nei Caraibi e in America Centrale, solo Porto Rico supera il 50% dei posti low-cost. Giamaica, Repubblica Dominicana e Haiti oltrepassano il 40%.

In Sud America, il Brasile è il Paese con la maggiore predominanza di connettività low-cost, con una quota del 60%. Il Cile, secondo in classifica, ha una quota inferiore al 40%.

Il parere degli esperti

Carlos Cendra, direttore marketing e comunicazione di Mabrian, sottolinea che la penetrazione delle compagnie aeree low-cost nelle destinazioni fa parte della struttura e del modello di sviluppo turistici, ma anche dei modelli di mobilità degli abitanti.

“Sebbene l’emergere dei vettori low-cost possa essere visto come l’evoluzione dell’offerta di viaggi vacanza a pacchetto verso un servizio meno confezionato, ma anche di massa, questo tipo di collegamenti svolge anche un ruolo importante nell’aumentare l’interconnettività nelle regioni in cui le altre modalità di trasporto sono limitate. Infatti, oltre alle vacanze, anche le visite a parenti e amici e i viaggi di lavoro generano una forte domanda di connettività a basso costo”.

Gavin Eccles, consulente internazionale specializzato in aviazione e turismo presso GE Consulting, sottolinea che i Paesi con la popolazione più numerosa, oltre alla Cina, ovvero India, Messico e Brasile, hanno tutti una penetrazione delle low-cost superiore al 60%. “Il motivo è che il fenomeno low-cost ha permesso ai vettori di competere con le reti di autobus e ferroviarie”, afferma.

Aggiunge che, d’altra parte, l’Europa è un grande prodigio di un forte modello low-cost legato alle vacanze e ai city break, in quanto Ryanair, easyJet e Wizz air hanno davvero potenziato l’asse nord-sud e i viaggi d’affari est-ovest dall’Europa orientale ai Paesi dell’Europa occidentale”.

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