Wttc: un italiano su sette lavorerà nel turismo

Una ricerca sull’impatto economico del turismo elaborata dal World Travel & Tourism Council (Wttc) premia l’Italia, confermando la forte ripresa del settore dopo la pandemia. Secondo la ricerca, quest’anno il settore contribuirà all’economia italiana con 194 miliardi di euro, entro il 3% del picco pre-pandemia. Il Wttc prevede inoltre che il settore creerà più di 65.000 posti di lavoro quest’anno, recuperando quasi tutti i posti di lavoro persi a causa della pandemia e raggiungendo quasi 2,8 milioni di persone.

Al di sopra della quota europea

Lo scorso anno, il contributo del settore viaggi e turismo al Pil nazionale è cresciuto del 33,4%, raggiungendo oltre 194 milioni di euro e rappresentando il 10,2% dell’economia italiana, avvicinandosi al valore massimo del 2019 di 200,5 miliardi di euro, collocandosi al di sopra della quota media dell’Unione Europea, pari all’8,7%, e superando la quota media globale del 7,6%. Lo scorso anno il settore ha anche creato 315.000 posti di lavoro in più rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 2,7 milioni di posti di lavoro a livello nazionale – un posto di lavoro su nove in tutta Italia. Il settore ha recuperato 334.000 dei 477.000 posti di lavoro persi durante la pandemia.

Il ritorno dei viaggiatori internazionali

L’anno scorso ha visto anche il ritorno dei viaggiatori internazionali in Italia, con una spesa dei visitatori stranieri cresciuta del 99,3% per raggiungere oltre 42 miliardi di euro, solo l’11% in meno rispetto ai livelli del 2019, collocandosi tra i primi cinque Paesi su 185 analizzati.

Il contributo al Pil

Julia Simpson, presidente e ceo del Wttc, ha dichiarato: “Il settore dei viaggi e del turismo contribuisce in modo importante all’economia italiana. La forte ripresa del settore è un’ottima notizia per l’occupazione e la prosperità in tutta Italia, grazie al ritorno dei visitatori internazionali. Nei prossimi dieci anni prevediamo che il turismo crescerà fino a rappresentare il 12% del Pil italiano”. Per perseguire l’obiettivo di crescita, la presidente spiega: “Abbiamo bisogno di politiche che promuovano normative favorevoli al turismo, preservino il ricco patrimonio culturale e diano priorità alla sostenibilità ambientale. Anche l’adozione delle tecnologie digitali è fondamentale”.

La vision al 2033

Secondo le previsioni dell’ente turistico mondiale, entro il 2033 il contributo del settore al Pil crescerà fino a quasi 237 miliardi di euro, pari a quasi il 12% dell’economia italiana, come si diceva prima, e darà lavoro a oltre 3,3 milioni di persone in tutto il Paese, con un italiano su sette che lavora nel settore. Nel 2022, il settore europeo dei viaggi e del turismo contribuirà all’economia regionale con 1,9 milioni di euro, appena il 7% in meno rispetto al picco del 2019. Secondo le previsioni del Wttc, il contributo del settore al Pil della regione raggiungerà i 2,04 milioni di euro nel 2023 e sarà a breve distanza dal picco del 2019. Il settore ha impiegato 34,8 milioni di persone in tutta la regione nel 2022, con un aumento di 2,9 milioni rispetto all’anno precedente. Il Wttc prevede che il settore recupererà completamente i posti di lavoro persi durante la pandemia entro la fine del 2024 e nei prossimi dieci anni dovrebbe creare più di mezzo milione di posti di lavoro aggiuntivi.

La stima di quest’anno

Per quest’anno, si prevedono quasi 2,8 milioni di persone impiegate nel settore: un lavoratore su otto in tutto il Paese farà parte del settore. Inoltre, si prevede che la spesa internazionale raggiungerà quasi 44 miliardi di euro entro la fine del 2023. Entro il 2033 la spesa dei visitatori internazionali dovrebbe raggiungere i 62 miliardi di euro.

Gli sforzi per migliorare

Secondo la presidente del Wttc, “se l’Italia vuole scalare la classifica, il governo e il settore privato devono unire le forze e lavorare per un obiettivo comune, concentrandosi su collaborazioni strategiche e sviluppo sostenibile, e continuando a investire nelle infrastrutture. Non si tratta solo di logistica – aggiunge – bensì di creare un’esperienza indimenticabile. Abbiamo bisogno di politiche che promuovano normative favorevoli al turismo, preservino il ricco patrimonio culturale e diano priorità alla sostenibilità ambientale. Anche l’adozione delle tecnologie digitali è fondamentale”. Sul problema dell’overtourism, la presidente afferma: “Gestire il problema del sovraffollamento nelle destinazioni turistiche più popolari non è un compito facile. Richiede un’attenta riflessione e un approccio multiforme. Non esiste una soluzione unica. Un’idea è quella di applicare tariffe d’ingresso accessibili, trovando un equilibrio tra accessibilità e controllo della folla. Servono anche quote di visitatori, prenotazioni anticipate e promozioni durante la stagione di spalla per diffondere l’amore nei luoghi meno conosciuti. Una gestione proattiva della destinazione, la collaborazione tra gli attori del turismo e strategie di comunicazione efficaci sono fondamentali per sensibilizzare alle pratiche del turismo responsabile”.

Il valore della sostenibilità

In tutto questo, per il Wttc la sostenibilità rappresenta un fattore di svolta per l’impatto ambientale dell’industria dell’ospitalità, sia a livello globale che nazionale. “Si tratta di trovare un equilibrio tra l’offerta di un’esperienza fantastica per gli ospiti e la tutela dell’ambiente – conclude la manager -. Se si guarda all’Italia, l’integrazione della sostenibilità nelle operazioni di ospitalità comporta dei vantaggi. Sostiene le economie locali, preserva le tradizioni locali e promuove l’impatto sociale. Non solo sostiene le economie locali promuovendo pratiche di lavoro eque e l’impegno della comunità, ma preserva anche il prezioso patrimonio culturale e le tradizioni del Paese”.

Laura Dominici

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