Analisi SiteMinder: il settore alberghiero in ritardo sul fronte tecnologico

Il 65% circa dei viaggiatori italiani è più o meno propenso a tollerare standard di servizio inferiori causati dalla carenza di personale. E’ quanto emerge dal Changing Traveller Report 2023 di SiteMinder, piattaforma aperta di commercio alberghiero nel mondo. L’edizione 2023 dell’analisi raccoglie le risposte di oltre 10mila viaggiatori a livello globale, Italia inclusa, ed evidenzia non solo le previsioni di viaggio per il prossimo anno, le preferenze degli utenti, i loro comportamenti, ma anche l’attitudine all’adozione delle nuove tecnologie, tra cui l’intelligenza artificiale e la realtà virtuale.

Ecco quindi che, sulla base dei dati emersi, dal punto di vista tecnologico, il settore alberghiero viene percepito in ritardo rispetto ad altriL’85% degli italiani ritiene che il comparto sia nella media o in ritardo per quanto riguarda l’adozione della tecnologia, mentre poco più della metà concorda (51%) o è fortemente d’accordo (13%) sul fatto che l’esperienza di prenotazione e il soggiorno potrebbero essere migliori se le strutture ricettive fossero più esperte tecnologicamente. 

Il rapporto con l’Intelligenza artificiale

La ricerca di SiteMinder ha anche rivelato che l’uso della tecnologia è molto diffuso tra i viaggiatori italiani. Nel caso della Intelligenza artificiale, mentre la maggior parte dei viaggiatori a livello globale (compresi più dei due terzi dei Millennial) è disposta a utilizzare l’intelligenza artificiale per ottenere consigli sugli alloggi, sembra che gli italiani siano un po’ più cauti rispetto ad altri Paesi. Solo il 33% potrebbe essere propenso o molto propenso a utilizzarla. Altro discorso invece se Ia e Vr vengono usate per esplorare prima di prenotare o per esperienze immersive in loco: in tal caso sarebbero favorevoli rispettivamente il 41% e il 29% degli intervistati.  

Sul fronte dei social media, giocano un ruolo importante nella scoperta di nuove sistemazioni. Il 61% dei viaggiatori italiani (compresi 4 Gen Z su 5) afferma che influenzano le loro scelte, soprattutto Facebook (18%) e Instagram (18%). 

In relazione, invece, ai siti web di prenotazione: mentre 3 viaggiatori italiani su 4 organizzano il proprio alloggio, prenotando online, la metà afferma di aver rinunciato a una prenotazione a causa di una brutta esperienza. Siti web all’apparenza non sicuri, processi difficili e impossibilità di navigare o prenotare su dispositivi mobili sono i tre fattori principali che contribuiscono a un’esperienza negativa.  

Identikit del viaggiatore a livello globale

La ricerca di SiteMinder ha individuato l’identikit del viaggiatore a livello globale. Sono quattro le caratteristiche che contraddistinguono gli utenti che avranno un impatto sul settore alberghiero nel prossimo anno.  

The enduring explorer (l’esploratore incrollabile): impegnato a viaggiare ad ogni costo. In un momento in cui le persone sono alle prese con i rincari, il viaggiatore moderno rimane determinato alla scoperta. L’eterno esploratore considera il viaggio non tanto un lusso quanto un aspetto fondamentale della crescita personale. 

The digital dependent (il dipendente dal digitale): colui che non può fare a meno delle nuove tecnologie e dei propri dispositivi. Il viaggiatore di oggi si affida a una svariata rete di piattaforme tecnologiche prima di prendere qualsiasi decisione, compreso il luogo in cui soggiornare. Il dipendente digitale, insoddisfatto dalle esperienze online obsolete, si sta adattando ai chatbot ed è incuriosito dall’intelligenza artificiale. 

The memory maker (il creatore di ricordi): colui che vuole investire in esperienze indimenticabili. Il creatore di ricordi è attratto dalle novità: ricerca menu ed esperienze stravaganti, ha risparmiato per poter permettersi gli extra, oltre al costo della camera.

The conscious collaborator (il collaboratore consapevole): colui che desidera creare connessioni significative attraverso il suo soggiorno. Il collaboratore consapevole vede i vantaggi di una stretta comunicazione con la struttura scelta. Apprezza i lavoratori del settore e vuole avere un impatto positivo sulle comunità che visita. 

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