Primarete cresce, ma nel mercato contratti vincolanti e malcontento

Primarete cresce dal punto di vista delle adv che fanno il loro ingresso nel gruppo che, a inizio anno, ha lanciato il suo nuovo progetto di affiliazione, Conosciamoci. Come dichiara lo stesso presidente Ivano Zilio, “è una proposta che ricalca lo stile inconfondibile del gruppo, cioè andare sempre contro corrente rispetto al mercato. Non ricalca la formula tradizionale degli altri network”, ci tiene a sottolineare Zilio.  

Sul mercato contratti più vincolanti

Il manager si sofferma sui nuovi ingressi, affermando che “questa migrazione ha una sua precisa motivazione”. Zilio la rintraccia nel fatto che “oggi i competitor stanno agendo sul mercato dell’affiliazione con contratti più vincolanti dai 2 ai 3 anni, ma questo provoca sempre più un crescente malcontento e una disaffezione ai network. Se si facesse un’indagine tra le agenzie si scoprirebbe che una grossa percentuale, 30% preferirebbe uscire dal network per non pagare l’affiliazione”.

A detta del manager, l’essenza del Gruppo Primarete è l’idea in base al quale “un contratto non deve essere una gabbia, ma piuttosto l’appartenenza alla filosofia di una rete. Il nostro contratto ‘Conosciamoci’ è una proposta unica, trasparente e non vincolante, se non ti trovi bene non hai il vincolo di anni”.

La crescita del network

Il Gruppo Primarete ha aumentato la presenza in Italia: con 11 affiliazioni nel Lazio, 6 affiliazioni in Veneto, 2 affiliazioni in Umbria, 1 affiliata in Sicilia, 2 affiliazioni in Trentino.

“Per noi il network è il fornitore di servizi e l’agenzia è l’acquirente che, a sua volta, li riversa sul cliente. Se il network è forte nei servizi è perché Primarete in questi anni ha investito molto sulle piattaforme digitali, ma anche sui nostri booking. Offriamo una forte assistenza e disponibilità che sono la leva che rendono le agenzie più competitive nel mercato. In questo momento – osserva – si parla di cambiamento epocale del nostro settore, di instabilità del settore…forse dobbiamo trovare formule e percorsi alternativi per scardinare certi modelli che non sembrano più attraenti. Comunque le scelte sono sempre difficili e soprattutto i cambiamenti, ma i primi dati ci fanno ben sperare di aver imboccato la strada giusta”.

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