Egitto e crociere i must dell’inverno

Ci sono già alcune mete che stanno diventando dei must dell’autunno-inverno, anche se, al momento, non si può avere un quadro definitivo del Capodanno e delle festività. Si possono però capire alcuni meccanismi. Per esempio “c’è un forte ritorno di mete come l’Egitto – constata Claudio Busca, della direzione retail del Gruppo Bluvacanze -, che permette di avere una destagionalizzazione più forte”. Nel senso che, chi non può fare viaggi importanti a Capodanno o durante le altre feste, può trovare un pricing più alla sua portata, “perché l’Egitto permette di avere prezzi più umani, anche se cari” e il tutto rende il manager “abbastanza ottimista per l’inverno”.

Cambia il periodo di partenza

Busca segnala anche il prodotto crociere, tra le forme di vacanza scelte. Il target? “Non è alto-spendente e non sono le famiglie”. Ciò che il manager sottolinea è che si sta “distribuendo su date di partenza che prima erano più difficili. In pratica si sposta in settimane diverse”. Chi prima, con il proprio budget, poteva partire a Capodanno ora parte a Natale, chi poteva partire a Natale parte ai primi di dicembre. Il cliente è lo stesso e con lo stesso budget, quello che cambia è il periodo.

Ripensare all’offerta e al pricing

In casa Uvet si osserva che “le richieste proseguono sia per le partenze autunnali sia per Natale/Capodanno e per i mesi successivi”, commenta Stefano Colombo, sales & operations manager della divisione distribuzione del Gruppo Uvet. È però necessario tenere in considerazione le diverse fasce. La fotografia di mercato è chiara: “L’alto spendente non mostra segnali di debolezza, le fasce medie stanno soffrendo e, per quella clientela, sarà necessario ripensare all’offerta ed al pricing”.

Il Gruppo Gattinoni registra una “forte domanda sul lungo raggio, trainato come sempre dall’Oceano Indiano, al contempo stanno crescendo molto bene anche l’Africa e i Caraibi”, illustra il direttore generale Sergio Testi.

Traccia un quadro positivo anche Dante Colitta, direttore network Welcome Travel Group, a fronte del fatto che “le adv stanno lavorando tanto per l’inverno, si sta anticipando molto mercato sul 2019 e le proiezioni sul 2024 sono molto buone e importanti”, osserva. In termini di richieste si sono venduti bene “il lungo raggio, il mare, le Maldive, la linea, il Giappone. L’Egitto e le crociere sul Nilo stanno diventando un must e ovviamente in questo momento dominano le destinazioni mare”.

Un inverno tonico

Colitta parla di “un inverno tonico” per le richieste di viaggi e crociere, per quest’ultime c’è stato “un exploit molto importante anche nel 2023 e stiamo vedendo una anticipazione sull’inverno 2024”. Quanto al tema del caro-vacanze che potrebbe interessare anche la stagione invernale, c’è da considerare che, quella di Capodanno, è una settimana dedicata al cliente alto-spendente su cui “il caro-prezzi incide molto meno”, però non sembra – a detta del manager – “un Capodanno in crisi, almeno sul target alto”, ribadisce. C’è poi un altro elemento su cui riflettere è cioè che “già l’anno scorso per Capodanno si parlava del caro-prezzi”, quindi per quest’anno, si parte da un livello di pricing importante.

Le criticità dell’estate

Guardando indietro ai mesi precedenti, il 2023 viene visto come un anno positivo, così come l’estate, anche se ha vissuto un momento di  rallentamento che l’ha resa meno performante rispetto ai primi sei mesi.

Non sono mancate le criticità, come sempre accade. Infatti Busca non usa mezzi termini e afferma che non si ricorda un’estate “tranquilla”. Uno dei grandi problemi della scorsa stagione è stato “lavorare a pacchetto con le low cost“. E’ pur vero che il mercato è in mano a loro, ma il manager invita a riflettere anche sul fatto che, “se il lungo raggio viene sostituito da un viaggio a medio raggio entrano in gioco le low cost per una questione di hub non solo di prezzo”.

Secondo Colitta il vero problema è stato “riproteggere, anche due volte, i clienti che passavano da un incendio all’altro, la Sicilia, l’Elba, Rodi, solo per citare alcuni casi”. Una serie di aspetti non previsti che hanno impegnato molto le adv, “ma tutti i clienti sono stati riprotetti ed assistiti. E questo è il grande valore del trade, ancora una volta è stato dato un segnale forte”, commenta il manager.  

Sul fronte delle criticità Colombo segnala che sono emerse rispetto alle relazioni con i vari fornitori, ma anche la necessità di “reperire personale qualificato da parte di ogni attore della filiera e le difficoltà nel proporre preventivi che, per alcune destinazioni, erano al di sopra delle possibilità dei clienti”.
Non ultimi i prezzi dei servizi, “che hanno subito aumenti non sempre facilmente giustificabili nei confronti del cliente – afferma Testi -. Dall’altra, si segnalano le criticità legate al trasporto aereo per prezzi, operatività, continui cambiamenti, scioperi”. 

Stefania Vicini

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