Finanziamenti pubblici agli alberghi: il tempo stringe

Si sta riprendendo molto rapidamente il settore alberghiero nel post pandemia, e i margini di miglioramento che tutto il comparto si aspetta per il futuro sono notevoli. Ne consegue che l’acquisizione di fondi necessari per l’operatività delle strutture continua a rivestire una fondamentale importanza.

Ma a che punto è l’avanzamento dei finanziamenti pubblici attivati per sostenere l’hospitality italiana?

Abbiamo chiesto il contributo di Barbara Casillo, direttore generale Confindustria Alberghi, per un’analisi sull’argomento, Casillo che in prima battuta ha subito citato il Pnrr: “Innanzitutto – ha detto -, mi preme ricordare che sin da subito abbiamo sostenuto che la quota di Pnrr dedicata al turismo, in generale, non fosse per nulla proporzionata al peso di questa industria sull’economia del nostro Paese. Detto ciò – ha spiegato-, nell’ambito del Piano, che ritengo sia stato costruito abbastanza bene per garantire alle imprese un accesso adeguato ai finanziamenti, sono state due le misure principali a sostegno dell’alberghiero, Ifit e Fri-Tur, interventi che oggi sono già maturati con domande da parte delle imprese”.

Alti e bassi

Se su Ifit però gli interventi stanno progressivamente andando avanti e c’è già una graduatoria concreta di beneficiari delle agevolazioni, sul Fri-Tur la situazione non è così semplice: l’intervento infatti si trova ancora in una fase delicata perché le aziende hanno presentato le richieste, a braccetto con le banche come prevede la misura, ma ad oggi ancora non sono disponibili le graduatorie. “Il problema è che i lavori, come tutti sappiamo, dovrebbero terminare entro dicembre 2025– ha spiegato il direttore di Aica- e ciò significa che i tempi ormai sono davvero troppo compressi perché le imprese possano dormire sonni tranquilli. Il rischio è che non si riescano a chiudere in tempo i cantieri aperti”.

La responsabilità di questa stagnazione? Non è affatto del ministero, ma è da attribuire esclusivamente alla complessità del processo di valutazione da parte di Invitalia.

La complessità di Fritur

Ai lettori ricordiamo che Fri-Tur (Fondo rotativo imprese per il sostegno alle imprese e agli investimenti di sviluppo nel turismo) è un incentivo che si rivolge a investimenti medio-grandi compresi tra 500mila e 10 mln di euro, con focus su digitalizzazione e sostenibilità ambientale, con una dotazione di 780 mln di euro ed ulteriori 600 mln di finanziamenti bancari attivati.

L’hospitality che verrà

Uno sviluppo importante di strutture up-scale e poi tutta una fascia di mercato che si sta posizionando sempre di più sul lifestyle; in tema di tendenze si percepisce fermento nell’ospitalità italiana, ma c’è un punto fermo su tutti: non funziona più l’offerta anonima. “Oggi vince la struttura che ha un’identità”, secondo il direttore di Confindustria Alberghi che spiega come questo, nel nostro Paese, riesca ad aprire la strada anche alla valorizzazione del territorio in cui l’impresa stessa opera, un ambito di fondamentale importanza nella dinamica di attrazione anche del turismo internazionale.

Alessandra Tesan

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