Incoming esperienziale: piace, ma ci sono criticità

L’incoming diventa sempre più esperienziale, una formula che piace al turista italiano e straniero. Alimenta una domanda attenta, alto spendente, fatta di piccoli gruppi. E’ un turista interessato al territorio, alla possibilità di conoscerlo tramite visite, attività, degustazioni, escursioni nell’entroterra o via mare, seguendo una chiave di lettura nuova e originale, in alcuni casi si lascia attrarre dal fascino esercitato da fiction e serie tv che concorrono a diffondere la conoscenza del nostro Paese.

Nord, Centro e Sud Italia

L’offerta è gestita da realtà sempre più specializzate adv e adv-t.o. che fanno incoming forti della loro conoscenza del territorio. È ciò che portano avanti Clementina Bracco, responsabile punto vendita Bluvacanze Alessandria e il marito Franco Rangone, che si rivolgono a una clientela estera della Mitteleuropa, il che vuol dire flussi da Germania, Danimarca, Olanda e Svizzera, ma c’è “un interesse anche dal Regno Unito e dagli Stati Uniti per le destination wedding”, raccontano. È un turismo lento, a contatto con la natura in linea con una politica del punto vendita Bluvacanze che è quella dei piccoli gruppi.

Ha, invece, l’obiettivo di far conoscere il territorio a cavallo tra Romagna e Marche. AntesignumTours, t.o. incoming di Cattolica. Come spiega la titolare Detta Cirelli la formula integra l’offerta balneare con visite guidate, degustazioni, escursioni tra mare e natura. L’incoming proposto è di tipo esperienziale, escursionistico, culturale.

Focus sulla Sicilia per Brunella Bertolino, responsabile punto vendita Vivere&Viaggiare Catania che ha come osservatorio non solo il punto vendita di Catania, ma anche la struttura gestita a Favignana come Going Resort, prodotto alto di gamma. “Ci sono molti arrivi da Australia, Sud America, Nord Europa, Scandinavia”, una domanda mirata, come la descrive la manager. C’è un turismo interessante delle radici alimentato da francesi, americani, “è un turismo molto bello – commenta -, dalla Svizzera, dal Sud America, dall’Argentina”. Sul fronte della clientela gli italiani sono circa il 70%.

Un turista più curioso

Un incoming che cambia, che cresce e rivela un turista sempre più curioso, preparato, desideroso di esperienze che facciano vivere il territorio. Un turismo nuovo, più sostenibile e legato alla natura, ma anche sensibile al fascino di film e serie tv. Un esempio su tutti quello della Sicilia con Il commissario Montalbano che continua ad attrarre flussi, così come i libri sui Florio, “a breve ci sarà la fiction e c’è già una richiesta altissima per Palermo, Favignana e Trapani – commenta Bertolino -. La fiction Makari ha incrementato la domanda su San Vito Lo Capo e White Lotus su Taormina”. E così succede che “gli americani vogliono vedere il paese del padrino e i giapponesi fanno il percorso di Montalbano”. A tutto ciò si unirà presto un nuovo personaggio, il vicequestore Vanina Guarrasi, nato dalla penna della scrittrice siciliana Cristina Cassar Scalia.

Qualche nodo ancora da sciogliere

Quali sono le criticità che chi fa incoming deve affrontare oggi? Il discorso riguarda più ambiti. Gli addetti ai lavori parlano di promozione, di carenze infrastrutturali e poi i costi, che restano alti. Ad osservarlo è Bracco che parla di una stagione che non ha mostrato grosse criticità, “semmai hanno inciso il rincaro del carburante”, ma anche Bertolino, che si sofferma sulla qualità dei servizi, osservando che “è migliorata negli ultimi anni, sono nate nuove strutture e molte sono state ristrutturate”, inoltre, il livello delle guide turistiche è “molto alto, la maggior parte è fatta da archeologi e professori”, però, concorda sul tema dei costi, “sono molto alti, sono cresciuti i servizi, ma anche i prezzi e non sempre sono adeguati all’offerta”. Se si guarda all’estate appena trascorsa si sa che il Mare Italia è partito “con prezzi altissimi, a cui poi hanno fatto seguito le offerte. Ci sono voluti anni per vincere il last minute e quest’anno ci siamo ricaduti, con tante strutture che hanno sofferto. Ci sono state offerte anche per strutture che normalmente erano piene, il che è una mala gestione”, afferma senza esitazione.

Rangone porta il discorso su un altro piano, la promozione del territorio, riconoscendo che non c’è stata una “promozione turistica efficace da parte delle istituzioni locali rispetto ad altre regioni”. Un aspetto su cui lavorare visto che, “una volta conosciuto il territorio, i turisti ritornano”, essendo una zona che ha dalla sua diverse tipicità da offrire.

Il tema trasporti

Le criticità messe in luce da Cirelli riguardano il fatto di “lavorare con gli individuali e poco con il turismo organizzato”, il che comporta “poca programmazione e garanzia per gli alberghi, prova ne è stata la recente alluvione con le disdette che ci sono state a maggio per l’estate”. Il messaggio lanciato da Cirelli è che “si deve ricominciare ad aprirsi al turismo organizzato. Io lavoro molto con gli alberghi in bassa stagione facendo gruppi tra settembre ed ottobre”. Tra le criticità anche il tema dei trasporti che sono carenti nel rendere fruibile il territorio nel suo insieme, “per raggiungere certe attrazioni dell’entroterra manca un servizio di trasporto pubblico, per esempio, per le grotte di Onferno, in Provincia di Rimini, che sono un’attrazione molto interessante dal punto di vista naturalistico, essendo un complesso carsico considerato tra i più importanti d’Italia tra le grotte nel gesso”. In tutto ciò c’è anche il problema dell’abusivismo “diffuso nell’indifferenza di tutti e che nessuno combatte”, ammonisce Cirelli.

Anche secondo Marina Lalli, presidente di Federturismo sarà importante concentrarsi sulle emergenze contingenti, ma anche sui nodi strutturali che riguardano “soprattutto i trasporti, in particolare quello aereo per cui occorre adottare misure volte a promuovere la connettività a prezzi sostenibili, a patto che siano in linea con le regole del mercato interno”. Un altro tema da affrontare è quello della carenza di personale “che, anche se leggermente attenuato, continua a persistere”.

 Crescono le adv che fanno incoming

Un dato interessante, che attesta come il fronte incoming stia diventando sempre più strategico, è quello che sta registrando Fiavet Emilia Romagna e Marche che vede una crescita del numero di associati. “Abbiamo tanti nuovi iscritti – afferma il presidente Massimo Caravita -, il 90% corrisponde ad adv incoming che nascono, crescono o stanno crescendo con un’offerta di attività sul territorio e non ce n’è una che voglia fare l’estero”. Il manager lo legge come un “cambiamento complesso del turismo organizzato”.

Stefania Vicini

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