Alpitour-Bertini: “Il 2023 anno eccezionale per tutte le divisioni”

Un’analisi dell’estate appena trascorsa, soffermandosi sulle diverse aree geografiche, offrendo un quadro delle loro performance, è ciò che ha tracciato ieri Tommaso Bertini, direttore marketing corporate Alpitour World direttamente dalla sede del gruppo a Pesaro, che ha ospitato gli Stati generali del turismo e la presentazione di Pesaro 2024, Capitale italiana della cultura. L’incontro è stata l’occasione anche per analizzare i dati del comparto e i dati turistici di Pesaro, per proporre strategie condivise, ascoltare le relazioni dei professionisti del settore in prospettiva della grande kermesse e fare il punto sui nuovi scenari che si vengono a proporre.

Il 2023 anno eccezionale 

Bertini lo dice subito, dopo gli anni della pandemia, che hanno visto tutti soffrire, “nel 2022 c’è stata la luce, è stato un anno importante, con la rinascita del turismo e anche per noi. Quello in corso è un anno eccezionale per tutte le divisioni, con livelli di ricavi e di profittabilità mai visti“.

Un risultato che è “figlio della riorganizzazione messa in atto dei brand – afferma il manager -, passando da 12 a 5 marchi, dando un posizionamento preciso che ha reso più facile tornare in comunicazione e cogliere esattamente le richieste della clientela. Nel 2023 abbiamo fatto viaggiare 4 milioni di persone, si conta di superare i 2,3 miliardi di fatturato, i margini di crescita ci collocano ai vertici degli scenari europei”.

Tra inflazione e clima

E’ stato però anche un anno complesso per diversi fattori, questo lo si sa. Uno di questi è l’inflazione che, “nel nostro caso, ha portato fuel e dollaro a crescere fortemente. I ricavi sono stati positivi, ma sul fronte delle persone trasportate non siamo arrivati ai livelli del 2019″, afferma.

Il secondo fattore che ha inciso è che sono sempre più frequenti “gli effetti del cambiamento climatico, le catastrofi naturali“, che generano “una complessità operativa mai toccata prima. Durante l’incendio che c’è stato in Grecia abbiamo fatto un volo speciale per riportare in patria i passeggeri che preferivano non rimanere in vacanza”, fa sapere Bertini.

Mediterraneo ed East Africa

Guardando ai trend del Mediterraneo l’effetto inflattivo ha penalizzato mete quali Italia, Grecia, Mikonos, Santorini, Baleari, Ibiza, “che hanno alzato i prezzi il che ha comportato uno spostamento della domanda verso l’Egitto che si è confermato numero uno per passeggeri e fatturato, ma anche verso la Tunisia e Capoverde“.

Per quanto riguarda la parte dell’East Africa, Madagascar, Kenya, Zanzibar, sono mete che “stanno funzionando molto per l’inverno. Bene anche l’Oriente, l’Oceano Indiano, le Maldive che sono diventate il sogno di tutti, il Giappone“.

L’Italia

Quelli citati dal manager sono i macro-trend generali, per quanto riguarda l’Italia quella fatta dal manager è una lettura in chiaro scuro, ma si è confermata comunque quale “top tre delle principali mete dei nostri clienti, assieme a Spagna e Grecia. Agosto ha funzionato bene, luglio-settembre meglio. La Sardegna è la meta più ambita, seguita da Sicilia, Puglia e Calabria“.

Per quanto riguarda l’osservatorio delle performance degli alberghi nelle città d’arte, segmento 4-5 stelle, “si è visto un susseguirsi dello stesso fenomeno, il prezzo medio ha permesso di compensare il calo della domanda di mercato. Bene, ma non benissimo”, dice Bertini.

Stefania Vicini

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