Prenotazioni: il trade alle prese con l’effetto Israele

I clamori degli eventi tragici in Israele turbano la gioia della ripresa turistica ritrovata a livello mondiale. Gli animi del trade, nei corridoi della fiera di Rimini, non possono che essere influenzati da possibili future evoluzioni e il pensiero comune, oltre che allo sgomento per la perdita di vite umane, va alle destinazioni che potrebbero, loro malgrado, venire associate ad una situazione di rischio.

Il freno al desiderio di viaggio

Pier Ezhaya, presidente Astoi Confindustria Viaggi, interpellato sul tema ha commentato: “Il primo pensiero dell’associazione va allo sgomento dal punto di vista umano, che ricorda i periodi bui del terrorismo. I conflitti e le guerre frenano il desiderio di viaggiare e la domanda tende a rallentare, come una ferita inferta alle persone. Da lunedì – ha proseguito il presidente – abbiamo assistito a delle cancellazioni su Egitto e Giordania e ad un rallentamento generale”.

Fattore informazione

Una Dmc giordana ha confermato che diversi gruppi che avevano prenotato il viaggio combinato Giordania più Israele stanno cancellando e anche per la sola Giordania ci sono annullamenti in arrivo. Silvia Russo, titolare di Rallo Viaggi, ha parlato di un freno per il prodotto culturale in Egitto. Dal fronte distributivo, Gabriele Baldan, titolare dell’agenzia Cantiere 34, ha ammesso: “C’è preoccupazione e riceviamo telefonate dai clienti in partenza per l’Egitto. Il nostro compito è tranquillizzarli. La situazione di tensione porta alcuni di loro a chiedere un cambio di destinazione, ma io penso che ci voglia un momento di assestamento”. Pensando alle prossime settimane, Baldan ha spiegato: “Non ci sarà una crescita enorme, ma non penso a cancellazioni. E’ importante il fatto che non siamo ancora entrati nell’alta stagione. Il mercato è ora in una fase di stand by in attesa delle evoluzioni, noi dobbiamo cercare di tranquillizzarlo”.

Lo scatto del turismo organizzato

Quest’ultimo evento si inserisce in una fase di positiva affermazione del turismo organizzato. Lo ha ricordato Ezhaya: “Il 2023 ci ha riportato alla normalità con un numero un po’ inferiore di passeggeri rispetto al 2019, ma con ricavi in crescita tra il 5 e il 7% rispetto al 2019. Un delta – ha proseguito – che trova risposta nell’inflazione”. L’analisi di Astoi ha rilevato anche un cambiamento nel comportamento d’acquisto, con un ottimo andamento del Nord Africa e un rallentamento in Mediterraneo per una destinazione come la Grecia, mentre l’Italia ha segnato uno zero a zero, con una curva iniziale dei prezzi ottimistica e un freno successivo. Il trend positivo ha riguardato anche l’East Africa, il Giappone, i viaggi studio e naturalmente le crociere.

Le previsioni future

Per Ezhaya la stagione che stiamo per affrontare porterà “tensione sulla domanda per effetto dell’inflazione. Sarà meno tonica, ma al contempo non assisteremo a riduzioni di costi alberghieri e in generale le voci di costo, come ad esempio il carburante, stanno salendo. L’acquisizione dei fattori produttivi è faticosa”.

Il nuovo corso Astoi

Commentando il nuovo corso associativo, che ha avuto l’obiettivo di raggiungere maggiore coesione e  instaurare una partnership più stretta con i fornitori partner, Ezhaya ha dichiarato: “Bisogna riuscire a fare prima sistema e poi concorrenza”, riportando l’esempio di Rimini che ha conquistato un posizionamento dominante grazie alla messa a sistema della sua economia. Tra gli impegni presenti e futuri di Astoi, il presidente ha sottolineato la formazione e le ricerche di mercato, “per capire cosa succederà tra 5 o 10 anni. Dobbiamo mettere a fattore comune i dati per riuscire a difendere il sistema”, ha concluso.

Laura Dominici

 

Tags: , ,

Potrebbe interessarti