I consigli di FederTerziario al travel: “Puntare sulle competenze digitali”

Puntare a valorizzare le competenze digitali. Questa la strada da percorrere e questa l’indicazione che dà FederTerziario che ha incontrato i propri associati di recente a Rimini, proprio per valorizzare le opportunità formative offerte dai contratti collettivi e da Fonditalia, il fondo interprofessionale di riferimento. Occasioni formative già partecipate da oltre 17mila imprese e 80mila lavoratori del settore dell’ospitalità e della ristorazione, nel periodo 2009 – 2021.

Le iniziative di formazione, rivolte ad arricchire le competenze digitali degli imprenditori e degli operatori della filiera del turismo, costituiscono elementi concreti per valorizzare il potenziale offerto dalle nuove tecnologie. Lo confermano anche gli ultimi dati Istat ripresi da FederTerziario che certificano, in riferimento al 2022, la netta preferenza assegnata alla prenotazione dei viaggi utilizzando piattaforme digitali b2b e b2c (66,6%).

Si tratta del dato più elevato dell’ultimo quadriennio – il 58,4% nel 2019, quasi dieci punti in meno – che lascia intravedere una tendenza di lungo periodo confermata dal flusso economico che vede l’e-commerce dell’ospitalità toccare quota 16,4 miliardi di euro, in netta crescita anche rispetto all’ultimo anno pre-pandemia (14,6 miliardi). I dati dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo della School of Management del Politecnico di Milano certificano l’esigenza di continuare a investire nella formazione per cogliere le opportunità del turismo digitale.

“C’è un impegno concreto – spiega Nicola Patrizi, presidente di FederTerziario – da parte nostra per rispettare i dettami del Piano Strategico del Turismo 2023-2027 approvato la scorsa estate dal Consiglio dei ministri. Proprio nell’ambito dei cinque pilastri del Pst, prevediamo un’azione per l’implementazione del processo di digitalizzazione dei servizi e anche, nell’ottica della formazione e carriere professionali turistiche, la riqualificazione e formazione del capitale umano impegnato nel settore turistico. Grande rilievo sarà fornito anche alla sostenibilità che si lega profondamente a questa rivoluzione”.

Secondo Enzo Carella, presidente di FederTerziario Turismo “per essere oggi competitivi nello scenario turistico globale è imprescindibile che le nostre imprese e gli operatori dell’ospitalità abbiano strumenti e competenze per accogliere il processo di digitalizzazione e indirizzarlo verso un potenziamento dell’offerta. Un’azione necessaria per coinvolgere il turista nell’ottica di offrirgli un servizio innovativo, personalizzato e curato su misura, ma anche per intercettare nuovi segmenti di mercato interessati a esperienze innovative e sostenibili”.

Secondo il report Fonditalia, diversi moduli dei progetti formativi hanno riguardato la salvaguardia ambientale, l’informatica, le lingue straniere e l’italiano per stranieri. Elementi necessari per intercettare quei flussi turistici che, dicono i dati Istat, anche nella prenotazione online preferiscono un’esperienza personalizzata, magari direttamente sulla pagina web dell’albergo o della soluzione prescelta (69,7%). Un’inversione di tendenza rispetto al 2019 quando la situazione era sostanzialmente ribaltata con una forte componente delegata agli intermediari tradizionali.

“La maggiore consapevolezza dei turisti nell’utilizzo degli strumenti di prenotazione online, e quindi la crescita dell’e-commerce dell’ospitalità – aggiunge Emanuela D’Aversa, vicepresidente FederTerziario Turismo – ci impone, come organismo datoriale, di indirizzare i nostri associati verso una formazione mirata che è già stata intrapresa con i lavoratori e gli operatori del settore e che deve inoltre spingerci a fare un passo in più in ottica futura per puntare alla definizione di profili professionali in entrata nel mercato del lavoro che siano pronti a rispondere alle esigenze del turismo digitale”.

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