Benessere per tutta la famiglia

La stagione termale 2023 della Regione Toscana ha visto alcuni flussi “a corrente alternata”, rilevano Toscana Promozione in collaborazione con Federterme. Tra le cause “il persistere dell’assenza del mercato russo ed ucraino ha inciso su diversi segmenti, mentre sono in ascesa mercati di prossimità quali il mercato francese e quello Est europeo”. Sono stazionari o in lieve calo “i mercati storici tedesco e inglese”. Per quanto riguarda il mercato italiano, in ambito wellness e mindfulness “la Toscana registra un maggior interesse da parte di tutti i segmenti di mercato”, invece in ambito sanitario si rileva “un nuovo interesse da parte di fasce anagrafiche più basse, mentre continua la flessione generalizzata delle fasce anagrafiche più alte, che risentono ancora della coda pandemica”. Sul fronte dei target ce n’è uno nuovo che viene segnalato, “quello del benessere per tutta la famiglia, sulla quale le varie strutture, specialmente quelle dotate di piscine termali, hanno puntato molto, con ottimi risultati”. Gli altri target sono di diverso genere, a seconda dell’offerta. Non stupisce il fatto che il termalismo sanitario sia “prevalentemente italiano, perché collegato alle convenzioni con il servizio sanitario nazionale. Il mercato russo ed ucraino, dedito alle terapie idropiniche ricopriva una percentuale minoritaria, ma consistente, l’attuale conflitto ha cancellato questa fetta di mercato”. La rimanente percentuale di stranieri che richiede le terapie termali di natura sanitaria è trascurabile. Dal canto suo il mercato Est europeo sarebbe “attento a questa offerta”, ma trova “una maggiore rispondenza alle proprie esigenze nei Paesi di origine”. Molto diverso il bilancio per il settore termale wellness & relax. In questo caso il cliente straniero ha un potere di spesa “mediamente più alto rispetto a quello italiano ed un’età media più alta. L’attitudine al benessere e al relax per i mercati stranieri appartiene a più fasce anagrafiche con poteri di spesa diversificati”. Nel caso del mercato italiano, invece, “a fasce di consumo più giovani, con un potere di spesa leggermente inferiore, salvo alcune nicchie quali luxury e medical spa, che non vedono flessioni”.

Stefania Vicini

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