Cautela, la parola d’ordine del 2024

Mercati del lavoro forti e un settore dei servizi resiliente hanno portato a graduali miglioramenti delle proiezioni economiche globali per l’anno, ma persiste un forte rallentamento a causa dell’elevata inflazione, dell’aumento dei tassi di interesse e delle condizioni finanziarie instabili. Lo rivela Euromonitor International nel “Global economic forecasts Q3 2023”. La previsione è che il Pil reale globale crescerà del 2,6% nel 2023, in aumento rispetto al 2,5% previsto nel secondo trimestre e al 2,3% previsto nel primo. L’inflazione, anche se continua a decelerare dal 2022, rimane elevata. Le prospettive globali sono quindi incerte e le tensioni geopolitiche potrebbero comportare una ripresa dell’inflazione e tassi di interesse più elevati per un periodo più lungo.

Intercettare le capacità di spesa

Dalle economie mondiali al particolare del mercato domestico, se alle incertezze economiche si aggiungono anche una serie di fattori che possono avere un effetto destabilizzante sul consumatore, come i fenomeni climatici di questa estate, è normale pensare che prudenza e offerta proporzionata alle richieste di mercato siano la regola d’oro dell’autunno-inverno. Ci si arriva dopo un’estate che ha dato insegnamenti precisi sul pricing e sul surplus di offerta. Ecco perché dal fronte del tour operating c’è la consapevolezza di dover intercettare le reali capacità di spesa del mercato. L’autunno lo si affronta “con più cautela, questa è la chiave del 2024 – dice Maurizio Casabianca, chief commercial & operations officer di Going -. Sarà il secondo anno bello, vero, completo, con tutto il mondo da poter vendere e magari con una graduale offerta di voli su tutte le destinazioni”. Cautela vuol dire anche proporzionare maggiormente “l’offerta alla richiesta invernale”, prosegue, considerando il fatto che il potere d’acquisto è più ridotto sulla fascia media, mentre sulla fascia alta la richiesta non è sofferente e il t.o. vuole andare in quella direzione. Il sentore è che tutti stiano cercando di immettere una offerta di prodotto più rispondente alle richieste. Il fatto di non avere più l’effetto della coda pandemica su alcune mete permette “di tornare a operare con la consueta capacità su tutte le destinazioni – concorda Alessandro Seghi, chief commercial officer Alpitour SpA -. Inoltre, le finestre temporali tra prenotazione e partenza si stanno dilatando e questo permette una più agevole programmazione aerea, soprattutto nei momenti di altissima stagione”. Lo scenario tratteggiato dal manager è di una crescita generale rispetto allo scorso inverno, forte di una domanda che è già partita. La velocità delle vendite è “sostenuta per tutti i nostri brand con crescite a tripla cifra rispetto a quanto confermato lo scorso anno pari data”, dice Seghi. A tracciare un quadro positivo anche Marco Peci, direttore commerciale Quality Group, a suo dire si preannuncia una stagione invernale “in linea con il boom del 2023 anche se permangono fattori di fragilità del comparto”. Il mercato chiede tutte le tipologie di prodotti, attesta il manager, dai viaggi più completi a quelli self drive con il minimo dei servizi prenotati. In generale la richiesta è orientata a prodotti complessi e di qualità. Bisogna tener presente che, una volta scelta la destinazione, il cliente punterà l’attenzione al rapporto qualità-prezzo, “divenuto sempre più importante – avverte Daniela Narici, responsabile sviluppo vendite Italia Sporting Vacanze -, dove la variabile della qualità sta assumendo un valore determinante nel preferire un prodotto anziché un altro”. A dare qualche cifra è King Holidays. Il t.o, con un numero di adv attive di circa 2.400, (+60% sul 2022), rileva che sta continuando il trend di crescita dei primi tre trimestri, “che ci hanno portato ad un incremento ad oggi del 70% sui viaggi individuali e del 45% sui viaggi di gruppo, sul 2022”, attesta il direttore commerciale Roberto Minardi. In particolare, in questo periodo il t.o. registra una grande attenzione sulle partenze garantite legate alle festività e sulla formula prenota-prima per il 2024.

Segnali contraddittori

Alla data in cui si scrive, c’è chi, come Andrea Mele, ceo Mappamondo, rileva dei segnali contraddittori. “C’è un po’ di calma, che non è semplice interpretare. Si percepisce un’attesa nelle conferme”. A livello di preventivi la domanda c’è, ma non è come quella che ha animato i mesi da marzo a maggio in cui c’è stata “una grande euforia”, precisa. Il ritardo nella ripartenza dopo agosto lo si potrebbe ricondurre a due fattori. Uno, come già accaduto in passato, è che “dopo un periodo di pensieri, le conferme arrivano poi”. L’altro è dovuto al fatto che si sconta un “potere d’acquisto limitato”, in più i prezzi dei viaggi, che non sono bassi, “aumentano la forbice tra quanto il cliente può spendere e quanto costano”. La situazione generale che ha caratterizzato l’estate, tra incendi, terremoti, allagamenti non aiuta chi deve prendere una decisione perché “manca una situazione di tranquillità – rileva Mele – a cui si somma il fattore prezzi”. Il manager parla di un rincaro del 20% rispetto ad un anno fa, certo il dato dipende dalle destinazioni, ma si sente anche “di aumenti superiori”.

L’esempio di agosto

Sul fronte del pricing, il mese di agosto “ha parlato chiaro, se il prezzo supera la percezione del valore del prodotto la gente non compra o compra altro”, mette in guardia Peci. Quindi fino a che il turismo aumenta i suoi numeri, “nonostante i prezzi ed i posti volo siano scarsi, è difficile pensare che ci sia un assestamento”. Si parlerà ancora di caro-vacanze rileva Narici, ma con un cliente che si mostra pronto a ridurne l’impatto “con una strategia di prenotazione anticipata”. A detta di Minardi l’unica alternativa sono le partenze garantite con voli di linea, “hanno prezzi bloccati basati su classi di prenotazione competitive”. Seghi, dal canto suo, pone come soluzione favorevole l’offerta stratificata del gruppo, in quanto incontra “bisogni, interessi, ma anche capacità di spesa dei vari clienti che possono entrare in adv”.

Stefania Vicini

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