La vera ripresa dei parchi divertimento

Buone notizie per i parchi divertimento, si può parlare di vera ripresa. Lo dicono i dati di quest’anno. Anche se, i numeri, nel complesso, nel 2022 erano già tornati ai livelli del 2019, “però la stagione 2023 si è rivelata di maggiore soddisfazione”, sottolinea Luciano Pareschi, presidente della Associazione Parchi Permanenti Italiani. Il motivo è dovuto al fatto che, lo scorso anno molti parchi hanno subito una serie di fattori esogeni, dovuti anche al nuovo contesto post-pandemico, che hanno in parte compromesso la redditività. Diversamente, quest’anno, grazie “a una pianificazione più consapevole e attenta, le imprese hanno fronteggiato meglio le dinamiche di mercato, incrementando i risultati. Nel frattempo, stanno lentamente rientrando dalle perdite subite durante la pandemia”. Dal canto loro i parchi divertimento sono stati uno dei settori che ha subito maggiormente le chiusure e, a causa dei ristori esigui, la maggior parte ha dovuto ricorrere alle proprie risorse per rialzarsi. A tal proposito Giuseppe Ira, presidente di Leolandia, sottolinea che “dai tempi della pandemia abbiamo dovuto immettere liquidità per tenere aperta la struttura: ancora oggi tutto quello che incassiamo viene reinvestito per migliorare il parco”. Entro il 2025 ci saranno due nuove aree acquatiche, con nuove attrazioni dedicate a bambini più grandi, fino ai 12 anni. Sono in programma anche “investimenti per 20 milioni di euro destinati a rendere il parco sempre più attrattivo su scala internazionale”. Ad oggi, più della metà degli ospiti proviene da fuori regione e dall’estero. Per accoglierli il parco si appoggia ad alberghi convenzionati, “ma non escludiamo di costruire delle unità alberghiere di proprietà”, dice Ira.

Controllo dei prezzi

In questi anni di crescita dei prezzi, i parchi hanno contenuto i rincari. Pareschi afferma che “l’aumento dei biglietti di ingresso si è attestato intorno al 4/5% ben al di sotto rispetto all’andamento dell’inflazione”. Un altro aspetto che si è verificato è che hanno in un certo senso beneficiato del caro-vacanze generale, assistendo ad un incremento di presenze da parte di clienti italiani che, disincentivati dai costi delle vacanze, hanno scelto di restare a casa e trascorrere qualche giorno nei parchi. Alla data in cui si scrive i dati definitivi relativi all’estate non sono ancora disponibili, però, è attesa una crescita dei parchi aperti anche per il periodo di Halloween e per Natale: “Attualmente il trend consente di stimare per il 2023 un incremento medio di circa l’8/10% di fatturato”. Parlando di numeri, ammonta a circa 230 il totale dei parchi divertimento italiani, tra tematici, faunistici, avventura e acquatici. I visitatori italiani del 2022 sono stati oltre 20.000.000, l’obiettivo 2023 è arrivare a quota 22.000.000.

I tedeschi i più appassionati

Il comparto si conferma volano per l’incoming, guardando ai flussi esteri gli stranieri più appassionati sono i tedeschi, seguiti da altri Paesi del centro Europa, Usa ed Emirati Arabi Uniti, che considerano i parchi “un elemento imprescindibile, al pari dello shopping e del food”. Poi ci sono le famiglie dalla Svizzera e dalla Francia, che apprezzano alternare le vacanze balneari o culturali nel Belpaese con una o più giornate nei parchi. Nel 2019 i parchi della Penisola hanno accolto 1,5 milioni di stranieri. Quest’anno, “sulla base dell’andamento degli ingressi nella prima parte della stagione, si stima che la quota potrebbe salire”, afferma Pareschi. Dal canto suo Gardaland registra una affluenza internazionale che vede la presenza degli ospiti stranieri in crescita rispetto allo scorso anno, tanto da aver raggiunto una percentuale pari al 30% dei visitatori. “Nei nostri hotel la presenza del turismo internazionale è pari al 48% degli ospiti, in aumento di circa il 10% rispetto al 2022 – afferma l’a.d. Sabrina de Carvalho -. Il tasso occupazionale per il mese di agosto raggiunge il 98%, quest’anno gli ospiti prenotano in anticipo e si fermano più a lungo rispetto allo scorso anno”. Il parco si conferma amato “dagli italiani, abbiamo registrato un aumento dei gruppi di giovanissimi, ma anche un maggior numero di giovani famiglie con figli dai 6 ai 12 anni”. Cinecittà World e Roma World ospitano molti turisti in visita a Roma, “soprattutto americani, tedeschi, francesi e del Nord Europa – afferma Stefano Cigarini, a.d. di Cinecittà World -. Stiamo notando da qualche stagione a questa parte un incremento da nazioni del Medio Oriente mai visto prima”. Circa il 10% degli ospiti del parco è internazionale. Progetti per 450 milioni di euro Intanto, non si ferma il fronte degli investimenti. Quest’anno le imprese del comparto hanno investito “oltre 120 milioni di euro in ampliamenti e nuove attrazioni – attesta Pareschi -, con una crescita del 20% dei posti di lavoro, per un totale di oltre 30mila occupati diretti, di cui 20mila assunzioni stagionali e 10mila dipendenti fissi”. Stiamo parlando di un settore destinato a crescere. Nel prossimo triennio sono in previsione ulteriori progetti per 450 milioni di euro, con l’obiettivo di migliorare ulteriormente quantità, qualità e varietà delle proposte. Però, sul fronte delle nuove aperture, in particolare su Roma o nel Sud del Paese, al momento non ne sono previste. Nuove tendenze? Cigarini rileva che è cresciuta molto la percentuale di biglietti e di servizi venduti online. “Oggi i biglietti digitali rappresentano oltre il 90% degli ingressi al parco”. Crescono anche le attrazioni multimediali, che prevedono l’uso di tecnologie avanzate come realtà virtuale, realtà aumentata, simulatori o proiezioni ed effetti speciali.

Stefania Vicini

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