Regioni e MiTur, la narrazione dell’Italia inedita

“Nessuno di noi ha l’ambizione e la pretesa di poter identificare, saper declinare o raccontare ogni territorio d’Italia meglio di chi lo conosce, di chi lo vive, di chi quotidianamente ha a che fare con quella realtà”. Così Ivana Jelinic, ad di Enit, all’incontro con le Regioni italiane che, insieme, hanno presentato la nuova fase della strategia di promozione turistica “Scopri l’Italia che non sapevi”, parte del Piano di Promozione Nazionale 2022 del ministero del Turismo.

Desiderio di diversificare

“All’estero – ha proseguito – gli stranieri sono affamati d’Italia. Ma non dell’Italia conosciuta da tutti, delle grandi destinazioni del turismo di massa. Sì, ovviamente anche quella, i visitatori alla prima esperienza in Italia vogliono vedere il Colosseo piuttosto che Venezia. Questo accade anche a noi quando andiamo all’estero, non possiamo immaginare di stravolgere il sentimento altrui”.

“Ma c’è desiderio di diversificare – ha aggiunto l’ad di Enit -: io non voglio fare la stessa cosa che fanno tutti gli altri alla stessa identica maniera. Grazie alla tecnologia, anche attraverso i social, il visitatore vuole sentirsi protagonista attraverso un’esperienza unica, personale. E che cosa c’è di meglio di andare a scoprire i territori, le peculiarità, quindi avere la sensazione che il proprio viaggio sia qualcosa di particolare”.

Una strategia d’insieme

Scopri l’Italia che non sapevi” è una strategia di promozione comune delle Regioni italiane frutto di un accordo di programma tra il ministero del Turismo e la commissione Politiche per il Turismo – coordinata dalla Regione Abruzzo – della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, in collaborazione con Enit. Un progetto che vede il coinvolgimento, in qualità di capofila, delle Regioni Emilia-Romagna, Umbria, Marche e Abruzzo, ognuna per la valorizzazione di una tematica specifica – ovvero borghi, turismo lento, turismo attivo, natura e parchi – con quest’ultimo anche responsabile degli aspetti legati all’interoperabilità con il Tourism Digital Hub.

La prima novità di questa seconda fase sono le Regioni partner, alle quali sono stati affidati alcuni tematismi verticali. Friuli-Venezia Giulia, Campania e Toscana si occupano così rispettivamente di golf, percorsi e itinerari di turismo archeologico subacqueo ed enogastronomia.

Decinare l’offerta

Jelinic prende esempio dall’enogastronomia.

“I sapori e gli odori – ha detto – sono una cosa fortemente evocativa. Se immaginate le vostre vacanze più belle, ci saranno sicuramente dei momenti dove vi ricorderete un’emozione, qualcosa che avete visto, assaporato, un profumo. Trovo questa sintesi che le regioni hanno saputo fare estremamente azzeccata in un mondo che tende a uniformare, a massimizzare, a dare un’offerta fortemente standardizzata. La capacità di evocare ancora sensazioni, sentimenti, perché è quello che le persone ricercano da qualsiasi parte del mondo arrivino. Importante saper poi raccontare in maniera specifica i territori a seconda anche delle sensibilità, quindi della mediazione culturale. Ed è questo che Enit fa quando va sui vari mercati, perché ogni paese ha delle caratteristiche, ha delle sensibilità, ha una cultura differente e abitudini diverse dalle nostre, rispetto alle quali dobbiamo trovare un punto di incontro, un elemento che aiuti quei Paesi, quei popoli, ad apprezzare sempre di più quello che siamo e quello che rappresentiamo”.

L’appeal dei grandi eventi

“Prendiamo il turismo subacqueo e archeologico, qualcosa che ci caratterizza e per il quale siamo unici al mondo. E così per tanti altri elementi fino ad arrivare allo sport, alla recente Ryder Cup di grande richiamo. Sono eventi di portata globale, dove abbiamo fatto uno sforzo di sintesi sull’investimento, anche in parte visionario, con l’aiuto, ovviamente, del privato, che deve fare la sua parte, come è normale sia, ma dando un indirizzo, una guida e avendo una visione di prospettiva che ha portato a un evento con un impatto mediatico straordinario, il terzo più visto al mondo”.

Nuovi cluster altospendenti

L’ad di Enit ha poi toccato il turismo lento “nelle sue infinite declinazioni, dove ognuno dei nostri territori può mettersi in gioco, raccontare una parte diversa, alternativa, capace di regalare quell’emozione unica. Lo stiamo facendo cercando di attrarre sempre più turisti da Paesi che in passato non avevamo come target di riferimento. Questo non significa abbandonare quanto già consolidato, ma affacciarsi a nuove realtà cercando di stimolare anche il livello più alto, chi ha una capacità di spesa maggiore e può generare un indotto importante che possa fare anche da leva per innalzare il livello medio”.

Una community digitale

Riguardo al lavoro di squadra, quello corale di tutte le Regioni italiane coinvolte, proprio in relazione ai risultati ottenuti nella prima fase del progetto, promossi in una logica d’integrazione fra i diversi tematismi, le prossime attività riguarderanno la creazione di una collezione di foto d’autore, inedite ed esclusive, il concorso “Foto d’Italia”, la continuità dell’interoperabilità e raccordo MiTur/Regioni – Tourism Digital Hub, una campagna trasversale a tutti i temi e l’intenzione di costruire una community digitale attiva e fidelizzata per valorizzare le bellezze meno conosciute su tutto il territorio nazionale, anche mediante la progettazione di itinerari e percorsi integrati a valenza extra-regionale attraverso l’ausilio dei contenuti atterrati sulle pagine social del progetto.
Complessivamente le attività di social media marketing nella prima annualità hanno generato oltre 234 milioni di impression e raggiunto oltre 30 milioni di utenti unici.

Paola Olivari

 

 

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