Treno e paesaggio,  il fattore di successo di Ferrovia retica

Un cambiamento d’orario associato all’inserimento di treni supplementari. E’ una delle mosse programmate dalla Ferrovia retica per celebrare i 50 anni del Bernina Express. Ce ne parla Enrico Bernasconi, rappresentante Ferrovia retica per l’Italia.

Prossimo step

“Il prossimo grande step previsto dalla Ferrovia retica, per quanto concerne specificatamente la tratta del Bernina – commenta – sarà quello di modificare in modo sostanziale l’attuale orario da Tirano a St. Moritz e viceversa, inserendo gradualmente treni supplementari per raggiungere, in pochi anni, l’obiettivo ambizioso di poter proporre, in ambedue le direzioni, una proposta di un treno ogni 30 minuti (almeno negli orari più richiesti)”. Attualmente la società ne propone uno ogni ora. “Questo – avverte Bernasconi – dovrebbe permetterci di poter accontentare senza grossi problemi la sempre più forte richiesta da parte della nostra clientela”.

Il record numerico

La stagione estiva ormai al termine ha strizzato l’occhio alla Ferrovia retica. “Se dovessimo guardare unicamente al dato numerico (numero passeggeri / introiti) dovremmo essere felicissimi – asserisce il manager -. Stabiliremo nel 2023, sicuramente, un nuovo record e soprattutto per la clientela proveniente dall’Italia. Ma il mio personale punto di vista è molto più ampio, e sarebbe un grosso errore negare che stiamo riscontrando molti problemi nella gestione delle richieste, che superano molto spesso la nostra reale disponibilità. Questo crea disagi, insoddisfazione da una parte della clientela e anche una certa perdita della nostra proverbiale qualità”.

I motivi di disagio

Il rischio di vedere leso lo stranoto livello di servizio della società ferroviaria, risiede in una motivazione principale: i gruppi e le persone che non avevano potuto viaggiare durante il periodo di pandemia, non hanno annullato il loro proposito di viaggio, ma lo hanno posticipato, andando a sommarsi alla normale già forte richiesta annuale. “Da parte di Ferrovia retica, secondo me, si sarebbero dovuti informare tutti i mercati di questo reale “pericolo” – riconosce Bernasconi – avvisando per tempo le agenzie che stavano programmando i vari gruppi, sulla concreta possibilità di non poter trovare i posti”.

Il ruolo del trade

Proprio nei confronti delle agenzie e in generale del settore trade, il manager spende parole di fiducia: “E’ e rimarrà di fondamentale importanza per la Ferrovia retica. Genera annualmente circa il 60% del nostro fatturato. Da parte mia seguo pertanto con piacere e con impegno i rapporti con il settore. Presenzio sempre alle fiere a tema, ai diversi workshop, organizzo viaggi studio, supporto le agenzie per ogni esigenza, e nel limite delle mie possibilità prevedo incontri o visite in sede per informazioni o aggiornamenti. Sostengo inoltre, da sempre, le varie testate del settore con investimenti pubblicitari durante tutto l’anno”.

La tendenza “open air”

In merito all’accresciuta tendenza di ricercare attività “open air” nell’ambito delle proprie vacanze, Bernasconi dice che Ferrovia retica sta sicuramente “approfittando” di questa tendenza. “Siamo la destinazione “green”, sostenibile, per antonomasia – sottolinea -. Lo siamo da sempre. Il nostro perfetto amalgama tra il treno ed il paesaggio naturale circostante lo stanno a dimostrare. E il turismo ecologico sarà sempre più richiesto (per fortuna!). Il futuro del turismo non potrà più prescindere da questo tema. E la Ferrovia retica ne è un meraviglioso esempio. Sempre più italiani abbinano il nostro Trenino alla bicicletta, a camminate o semplici passeggiate, a stare sempre più a contatto con la natura pura”.

Laura Dominici

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