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Cinque trend dell’ospitalità futura

Sono in tutti dieci i trend che rivoluzioneranno l’offerta alberghiera nei prossimi dieci anni. Ne è convinto Nicola Del Vecchio, hotel strategist per progetti di riqualificazione di Teamwork, che in occasione del recente Hospitality Day a Rimini ha fatto il punto sulle nuove tendenze. In questa prima puntata esamineremo i primi cinque, rimandando alla prossima settimana l’analisi delle altre cinque mode in atto nel settore hospitality.

La baby boomers economy

Partendo dal presupposto che è fondamentale fare delle scelte e cavalcare le trasformazioni in modo attivo, Del Vecchio ha spiegato che il primo trend è quello della “baby boomers economy”, perché si fa un gran parlare dei giovanissimi e della generazione Z, ma sono i baby boomer ad avere soldi a disposizione. “Il mondo invecchia e l’ospitalità va verso questo target”, ha detto. Un esempio di ciò è il lancio del brand Casa Barbara da parte del manager Serge Trigano (patron di Mama Shelter) che ha dedicato proprio ai baby boomer questo prodotto che già si può testare in tre città francesi. E’ dotato di spazi belli di convivialità, con area wellness, micro lussi privati dove si può portare anche il proprio animale domestico.

La ricerca della vita eterna

Il secondo trend riguarda la ricerca della vita eterna, una cosiddetta blue zone dove si possa vivere meglio e a lungo. Si sceglie quindi il luogo di vacanza dove la gente vive bene. Da qui la nascita delle “longevity suite” e il mito del benessere olistico dove la parte wellness di sposa con quella medicale. Un esempio proviene dal Giappone con il brand Atona.

La singleness e la new family economy

Un altro esempio di hospitality segue quello che è il cambiamento sociale. “I nuclei familiari stanno cambiando – ha spiegato Del Vecchio – e così cambiano anche gli hotel. Dal voler stare soli, ma senza sentirsi soli fino al trend dei family hotel dove le famiglie allargate si riuniscono per passare qualche giorno di vacanza”.

La regenerative hospitality

Ormai non si parla più di sostenibilità, termine diventata troppo generico e dato ormai per scontato nell’economia del futuro. “Non sarà più un elemento di marketing – ha dichiarato il manager – perché tutti dovranno essere sostenibili”.

L’impronta positiva

Il nuovo paradigma è quello di dover lasciare un’impronta positiva nel mondo e sentirsi nuovi. Le formule ricettive dovranno imparare a dare il proprio contributo alle comunità locali e sarà un modo per far sentire bene anche l’ospite. In California, ad esempio, c’è la catena Soul Community Planet. Si parlerà anche di minimalismo più che di formula “detox” che conduce alla gioia del “missing out”, dove si inizia ad apprezzare il presente. L.D.

Mercoledì 25 ottobre gli altri cinque trend del futuro

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