Lavoratori in vacanza con il welfare digitale

Panem et Circenses…. ne parlava già Giovenale delle elargizioni fatte dai governanti per accaparrarsi il consenso del popolo e per offrire una migliore qualità di vita ai propri cittadini. Nel corso dei secoli infatti, le iniziative che hanno anticipato l’odierno welfare sono state sempre molte ed allora come oggi avevano la finalità di garantire benessere. Ma se un tempo le aziende mettevano a disposizione i propri immobili nelle località di villeggiatura per mandare in vacanza i propri dipendenti, oggi sempre più imprese si stanno trasformando in avveniristiche Colonie 4.0 per consentire alle famiglie di godersi le meritate vacanze.

Secondo un sondaggio condotto negli Stati Uniti dalla CNBC su oltre 4.400 adulti, proprio le vacanze sono tra le categorie che quest’anno hanno subito un taglio maggiore della spesa (53%), insieme ad abbigliamento (63%), ristoranti e bar (62%) e intrattenimento fuori casa (56%). E in Italia la situazione non è molto diversa: ricordiamo che anche secondo i dati recentemente forniti da Federalberghi, ben il 41% degli italiani non ha fatto vacanze quest’estate.

Una crescita esponenziale

Le aziende che propongono iniziative di welfare avanzate come quelle turistiche sono in continuo aumento: secondo i dati dell’Osservatorio di Tantosvago, azienda che opera proprio nel settore del welfare aziendale, il numero di imprese che registra un livello alto o molto alto di welfare è raddoppiato passando dal 10,3% del 2016 al 24,7% del 2022; e le proiezioni per il 2024 confermano il trend.

I dati più recenti evidenziano che la quota di imprese con livello elevato di welfare è massima tra quelle con oltre 250 addetti (70,7% nel 2022 contro il 64,1% nel 2017) e molto rilevante (66,8% contro il 59,8% nel 2017) nelle pmi che hanno tra 101 e 250 addetti: “L’estate 2023 ha confermato che il nuovo fenomeno delle Colonie 4.0 è in netta espansione- ha spiegato Matteo Romano, ceo di Tantosvago-, è stata infatti una stagione speciale per migliaia di lavoratori italiani che hanno avuto la possibilità di utilizzare i crediti welfare anche per le vacanze. Sappiamo quanto le famiglie siano state messe alla prova dai continui rincari– ha detto ancora Romano-, in questo scenario le vacanze sono diventate sempre più spesso e per molti una chimera”.

I pacchetti turistici e la loro composizione

Così come sta crescendo la quota delle aziende che promuovono questo genere di iniziative welfare, anche i pacchetti turistici erogati sono aumentati in un solo anno del 100%: il 78% dei dipendenti tende ad acquistare solo hotel mentre il 15% utilizza i benefit welfare per l’acquisto dei voli, solo il 2% acquista pacchetti volo + hotel. I periodi che si preferiscono riguardano per il 57% i mesi da luglio a settembre e per il 25% i mesi tra aprile e giugno. Solo il 10% sceglie di andare in vacanza nei mesi di gennaio, febbraio e marzo, e solo l’8% utilizza i buoni welfare nei mesi di ottobre, novembre e dicembre. La percentuale più alta di dipendenti che acquistano le vacanze riguarda le coppie (59%), seguita a pari percentuale da famiglie (18%) e single (18%). Un altro dato molto significativo riguarda la durata delle vacanze: la media più alta va da 1 a 4 giorni e la percentuale è dell’85%, si scende al 12% per chi si può permettere vacanze dai 5 ai 10 giorni. Solo il 3% prenota pacchetti che superano i 10 giorni.

La top 10 delle destinazioni

Tra le 10 mete internazionali preferite dagli italiani per le vacanze 2024 figurano: Parigi, Londra, Barcellona, Amsterdam, Lisbona, Madrid, New York, Vienna, Valencia e Praga mentre nel Bel Paese la domanda sarà forte su Roma, Napoli, Riccione, Milano, Firenze, Venezia, Rimini, Garda, l’Isola d’Elba e Jesolo.

Alessandra Tesan

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