Schengen, l’Italia ripristina i controlli fino al 30 ottobre

L’Italia ripristina i controlli alla frontiera con la Slovenia. La decisione di sospendere Schengen è stata motivata dal premier Giorgia Meloni con queste parole: “Si è resa necessaria per l’aggravarsi della situazione in Medio Oriente, l’aumento dei flussi migratori lungo la rotta balcanica e soprattutto per questioni di sicurezza nazionale, e me ne assumo la piena responsabilità”, come riporta il Corriere della Sera.

Una decisione che arriva in un momento di particolare tensione in Europa, tra l’attentato terroristico che c’è stato a Bruxelles e i vari casi di evacuazione che si sono verificati ieri in più aeroporti francesi a seguito di “minacce di attentati” arrivate tramite e-mail, così come per la reggia di Versailles. Tra gli scali interessati, riporta il Corriere, quelli di Lille, Lione, Nantes, Nizza, Tolosa, Strasburgo, Beauvais, mentre in Belgio è stato evacuato, a seguito di un allarme bomba, l’aeroporto di Ostenda.

Fino al 30 ottobre

Come da prassi il nostro governo ha comunicato la decisione alla Commissione europea e agli Stati membri. I controlli saranno reintrodotti da sabato fino al 30 ottobre con possibilità di essere prolungati.

L’Italia non è l’unico Paese dell’area Schengen ad aver ripristinato i controlli, sono undici i Paesi (dei 27 totali che fanno parte dell’area). Come noi anche Austria, Germania, Francia, Repubblica Ceca, Polonia, Slovacchia, Svezia, Danimarca, Norvegia, che non fa parte della Ue, e Slovenia, con diverse date per il ripristino, per esempio la Francia ha ripristinato i controlli fino al 30 aprile.

Cosa è lo spazio Schengen

Come si sa lo spazio Schengen è stato avviato nel 1985 come progetto intergovernativo tra cinque paesi della Ue, Francia, Germania, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo, per ampliarsi gradualmente, fino a diventare la più vasta zona di libera circolazione al mondo, si legge sul sito del Consiglio dell’Unione Europea.

Oggi lo spazio Schengen conta oltre 4 milioni di chilometri quadrati e una popolazione di quasi 420 milioni di persone e comprende 27 Paesi.

Tra i numeri indicati si ha che “ogni giorno circa 3,5 milioni di persone attraversano le frontiere interne per motivi di lavoro, studio o visita a famiglie e amici e quasi 1,7 milioni di persone risiedono in un Paese Schengen mentre lavorano in un altro. Secondo le stime, gli europei effettuano ogni anno 1,25 miliardi di viaggi all’interno dello spazio Schengen, il che apporta notevoli vantaggi anche al settore del turismo e della cultura”.

Quando si ripristinano i controlli

In merito alla possibilità del ripristino dei controlli si legge che “diversi Paesi della Ue hanno deciso di ripristinare i controlli alle frontiere interne tra il 2020 e il 2022 nel contesto del Covid-19. I controlli sono stati ripristinati anche in altre circostanze, ad esempio nel 2015, a seguito di attentati terroristici o dell’aumento dei flussi migratori verso la Ue”. Viene anche precisato che il “ripristino dei controlli alle frontiere interne dovrebbe realizzarsi solo come misura di extrema ratio”.

Tra i casi contemplati ci sono le circostanze eccezionali, infatti “il codice frontiere Schengen consente agli Stati membri di ripristinare i controlli ad alcune frontiere interne in circostanze eccezionali che mettono a rischio il funzionamento globale dello spazio Schengen.

In tali situazioni il Consiglio, sulla base di una proposta della Commissione europea, può raccomandare a uno o più Stati membri di ripristinare i controlli alle frontiere. Le verifiche introdotte in caso di circostanze eccezionali richiedono l’approvazione del Consiglio”.

Il ripristino temporaneo

Il codice frontiere Schengen stabilisce inoltre che “gli Stati membri possono ripristinare temporaneamente i controlli di frontiera per rispondere a una minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza interna. In tal caso, lo Stato membro interessato deve notificare la sua intenzione alla Commissione e agli altri Paesi dell’Ue almeno quattro settimane prima del ripristino dei controlli o in tempi più brevi se le circostanze non sono note in anticipo. Il ripristino dei controlli interni non richiede l’approvazione del Consiglio”.

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