Mappamondo amplia la programmazione a conferma immediata

Novità in vista? Se si intendono in termini di nuove mete in programmazione non è questa la strada al momento intrapresa da Mappamondo, a fronte di una copertura già abbastanza completa. Piuttosto le novità vanno ricercate in altro. “Lo sforzo che stiamo facendo – spiega il ceo Andrea Mele – è di implementare le destinazioni dove siamo un po’ meno forti in termini di percepito e un po’ meno conosciuti. Su alcune aree lo siamo molto, su altre siamo meno associati”. Il manager pensa ai viaggi a partenza fissa basati su Argentina, Sudafrica, Oman. La mossa è quella di ampliare la programmazione a conferma immediata dove ci sono impegni presi a livello di posti e di camere. Lo sta facendo anche su altre destinazioni come Namibia, Cile, Colombia, Brasile, tutta la parte del Pacifico. 

Si lavora sul 2024 e non solo

Quanto al resto della programmazione, il t.o. sta lavorando sul 2024, “su Capodanno la domanda si muove”, osserva il manager, che si sofferma ad osservare i comportamenti di acquisto dei clienti. In pratica lo scacchiere vede “chi è partito ad agosto che può permettersi un secondo viaggio dello stesso livello e chi non è partito d’estate che va in ferie d’inverno. Non amo fare le profezie, ma è bene essere pronti a qualunque situazione”, afferma.

Il t.o. è nei tempi con tutta la programmazione invernale, una buona parte è già uscita, il Capodanno è pronto, anche l’inverno. “Stiamo lavorando bene sulla programmazione estiva per cercare di anticipare”, afferma ancora. C’è da considerare che la situazione generale che ha caratterizzato l’estate, tra incendi, terremoti, allagamenti non aiuta chi deve prendere una decisione per partire, a cui si aggiungono anche i recenti accadimenti in Medio Oriente,  “manca una situazione di tranquillità, c’è titubanza, in più si somma anche il fattore prezzi, che sono alti”.

Il fattore prezzi

Mele parla di un rincaro del 20% rispetto ad un anno fa, certo il dato dipende dalle destinazioni, ma “si sente parlare di aumenti superiori”. L’aspetto positivo è che il manager aveva paura dei prezzi anche per l’estate appena passata, se uno gli avesse posto la domanda a gennaio o febbraio scorsi, questo sarebbe stato il suo sentiment, “poi l’estate è andata benissimo perché alla fine per la fascia di clientela che può spendere dai 3mila euro in su, i 500 euro in più non fanno la differenza, ma per la fascia di prezzo più bassa contano”.

Stefania Vicini

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