Revisione della direttiva pacchetti: Ectaa lancia l’allarme

Allarme Ectaa per l’imminente revisione della direttiva pacchetti, la cui pubblicazione è prevista per il 29 novembre 2023, sulle sue probabili conseguenze per le Pmi e sulla concorrenza nel settore dei viaggi, in particolare con le compagnie aeree: a manifestarla Frank Oostdam, presidente dell’associazione, in una lettera aperta a Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, ad Adina Valean e Didier Reynders, commissari europei.

In linea con gli obiettivi della valutazione d’impatto iniziale della Commissione direttiva, “l’associazione sostiene da tempo un esame approfondito e congiunto della stessa e del Regolamento 261/2004 sui diritti dei passeggeri aerei. In particolare, considerando le carenze messe in luce dalla pandemia nel contesto di questi due quadri legislativi – afferma l’Ectaa -, i ritardi delle compagnie aeree nel rimborsare i passeggeri per i voli cancellati e l’impatto che queste azioni hanno avuto sugli intermediari di viaggio richiedevano una solida risposta legislativa”.

Le direzioni generali

Purtroppo “negli ultimi mesi la mancanza di ambizione politica e gli obiettivi divergenti delle direzioni generali sono diventati evidenti – prosegue l’associazione – mettendo a rischio il potenziale di una riforma significativa. Mentre la maggior parte delle questioni relative alla protezione dei passeggeri emerse durante la pandemia erano direttamente collegate alle pratiche delle compagnie aeree, è sorprendente che la DG MOVE (direzione generale della Mobilità e dei trasporti) sembri propendere per l’imposizione di obblighi minimi alle compagnie aeree nella sua prossima revisione dei diritti dei passeggeri. Al contrario, la DG JUST (direzione generale della Giustizia e dei consumatori ) è pronta a raccomandare requisiti più severi per le agenzie di viaggio e i tour operator, nonostante il loro limitato coinvolgimento nei problemi affrontati durante la pandemia. Gli intermediari di viaggio sono particolarmente preoccupati per l’intenzione della DG JUST di introdurre una limitazione dei pre-pagamenti nella prossima revisione della direttiva pacchetti, rivolta specificamente agli organizzatori di pacchetti turistici”.

Secondo Ectaa, ciò non è necessario, “in quanto l’attuale direttiva prevede già notevoli garanzie per i viaggiatori in caso di insolvenza degli organizzatori dei pacchetti. Al contrario, l’imminente revisione del quadro dei diritti dei passeggeri non prevede misure corrispondenti, poiché non è prevista alcuna limitazione del pagamento anticipato. Anche la protezione dei pagamenti dei passeggeri contro l’insolvenza delle compagnie aeree non sarà inclusa o potrebbe essere semplicemente affrontata come un obbligo di informare i consumatori sulla disponibilità di un’assicurazione (a un costo aggiuntivo) per proteggerli da questo rischio. Abbiamo già comunicato, insieme ad altre associazioni di categoria e di consumatori, la mancanza di tali prodotti sul mercato”.

La restrizione nell’applicazione

Come se non bastasse, secondo le ultime informazioni raccolte, “si sta pensando di restringere il campo di applicazione della direttiva pacchetti escludendo servizi singoli venduti dalle compagnie aeree tramite operatori terzi (ad esempio, società di autonoleggio, piattaforme di alloggio) dalla classificazione come accordi di viaggio collegati (Lta). Se la definizione venisse effettivamente modificata, le compagnie aeree sarebbero in grado di vendere combinazioni di servizi di viaggio senza dover rispettare nessuno degli obblighi previsti dalla direttiva pacchetti, compresi i requisiti più limitati di vendita al dettaglio delle Lta. Questa potenziale scappatoia favorirebbe le compagnie aeree più grandi, che potrebbero offrire combinazioni non protette, e interromperebbe la concorrenza leale a svantaggio degli intermediari più piccoli”.

Secondo Ecta “la mancanza di coordinamento e di sforzi concertati su queste due importanti iniziative è un’opportunità mancata e le discrepanze tra le due revisioni in esame non faranno che esacerbare le frammentazioni esistenti. Un approccio squilibrato potrebbe erodere la parità di condizioni nel settore dei viaggi e, in ultima analisi, danneggiare i consumatori riducendo la disponibilità di pacchetti di viaggio a causa di nuovi obblighi onerosi e gravosi per gli organizzatori, in particolare per le piccole e medie imprese”.

Considerando i potenziali effetti negativi che queste iniziative possono avere sulle imprese più piccole, l’associazione vorrebbe “avere l’opportunità di discutere le nostre preoccupazioni e di esplorare soluzioni alternative in un incontro al più presto”.

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