Milano Cortina 2026 e la sfida della connettività

Mancano poco più di due anni alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, non solo un’importante vetrina per il territorio ma anche un’occasione per riflettere sulla connettività alla luce della presentazione della Winter sugli scali del capoluogo lombardo. “Siamo già in grado di offrire un buon network per quanto riguarda il long haul, ma c’è margine per crescere ulteriormente. -afferma Armando Brunini, Ceo di Sea Milan Airports– La connettività è la ragione d’essere di un aeroporto e determina l’attrattività di una destinazione. Quello che ci caratterizza è sicuramente un traffico di qualità con ricadute positive su tutta l’economia locale, senza mai perdere di vista una distribuzione dei flussi con l’obiettivo di raggiungere una crescita intelligente e mirata. Per numero di rotte, frequenze e compagnie aeree sicuramente possiamo parlare di un trend positivo per i nostri scali. Basti pensare che Malpensa, nel 2019, si posizionava nella top 30 dei migliori aeroporti di tutto il mondo in termini di connettività. La scorsa estate abbiamo offerto 180 collegamenti diretti rispetto ai 184 del 2019, manca ancora qualche collegamento ma sono presenti alcuni che prima mancavano. Importante, inoltre, la percentuale dei voli diretti che oggi è dell’84% rispetto all’82% pre Covid”.

Ma quale sarà l’impatto delle Olimpiadi sul territorio? A delineare il possibile scenario è Geraldina Marzolla, head of MarCom della Fondazione Milano Cortina 2026. “Sarà la prima Olimpiade ‘diffusa’ su otto località per consentire l’utilizzo di impianti preesistenti in modo da non doverne costruire ex novo. Considerando anche quest’ultimo elemento, la connettività rappresenta quindi un elemento fondamentale anche per far arrivare qui oltre 3000 atleti da 95 differenti nazioni”. Secondo una prima indagine, per quanto riguarda gli 1.5 milioni di spettatori, metà di essi utilizzerà l’aereo per assistere all’evento e il 60% prevede una permanenza dai 3 ai 10 giorni. “La sfida sarà quella di fare leva sulla grande visibilità che le Olimpiadi daranno al territorio, generando un interesse sulla destinazione e sui servizi che essa saprà offrire anche una volta che si spegneranno i riflettori sulla competizione”.

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