Boscolo Tours: “Al primo posto la tutela dei clienti”

Lo scenario di mercato è complesso. La crisi geopolitica in Israele e a Gaza getta ombre su altre destinazioni vicine. Non lo nega Salvatore Sicuso, direttore commerciale di Boscolo Tours. La situazione contingente impone scelte precise. “Ci stanno arrivando degli annullamenti – esordisce il manager -. Per quanto riguarda Israele stiamo cancellando tutte le partenze fino a fine anno”. Per Giordania ed Egitto, l’operatore sta dando la possibilità di annullare garantendo flessibilità, senza peraltro annullare le partenze (se non ci sono penali da vettori e fornitori ). Certo una mossa coraggiosa, che mette in discussione pratiche già finalizzate e per destinazioni dove non ci sono sconsigli, ma per l’operatore – che non è vincolato a resort, a voli charter – è una decisione che va nella direzione della tutela della serenità dei clienti e che rappresenta, tutto sommato, un rischio calcolato.

Il principio

“Il principio che seguiamo – spiega il direttore commerciale – è quello di tutelare al massimo i clienti. Ciò che proponiamo attualmente è di cambiare la destinazione e poter riprenotare su data e destinazioni alternative. Il tema – aggiunge – è quello di mettere al centro il cliente garantendo amplia flessibilità”. Si può quindi annullare la prenotazione, scegliendo un’altra meta su un’altra data e “per le partenze di ottobre e novembre garantiamo anche il rimborso nel caso in cui il cliente non volesse riprenotare”. Alle due opzioni di riprotezione o rimborso, se ne aggiunge una terza: “Se il cliente è indeciso, può scegliere di congelare l’importo. Noi gli diamo tempo per decidere dove e quando partire”. Una strategie che sembra premiare l’operatore, visto che l’80% dei clienti con pratiche annullate sta riproteggendo cambiando destinazione, mentre il restante 20% si suddivide tra annullamenti con rimborso e congelamenti di pratiche.

La battaglia con le compagnie aeree

Lo sottolinea spesso, il manager, “questo è il nostro lavoro e siamo obbligati a dare flessibilità al cliente, mentre lato fornitori noi operatori stiamo intraprendendo una grande battaglia con le compagnie aeree – dichiara -. A fronte di questa apertura verso il cliente ci troviamo a dover gestire biglietti già comprati su date specifiche, con penali da sostenere in caso di recesso. Vorremmo che questa fluidità che diamo ai consumatori fosse controbilanciata dalla stessa comprensione sul fronte del trasporto aereo, senza subire troppe rigidità”. E fa riferimento ad una normativa che se da un lato vede i tour operator responsabili in modo solidale, dall’altro lato è più permissiva verso i vettori, che si comportano “a macchia di leopardo”.

La chiusura d’esercizio

Al netto della congiuntura, l’operatore stima una chiusura al 31 dicembre con un +30% sui volumi rispetto al 2019: “E’ stato un anno importante per il nostro gruppo. Dovremmo chiudere a quota 96 milioni di euro, con passeggeri in crescita del 15% sul 2019. Un gap tra le due voci che è riconducibile agli aumenti, tra il 12 e il 13%”. Per quanto riguarda le prenotazioni attuali, “finalmente è partito dicembre, anche se con un po’ di ritardo – asserisce il manager -. Quello che il mercato sta richiedendo è l’Europa continentale, stanno tornando le richieste sui mercatini di Natale, mentre le nostre previsioni iniziali vedevano vendite su destinazioni più esotiche”. Ad imporsi, quindi, sono i prodotti classici europei, con città come Vienna, Budapest, o la Baviera e la Spagna, che sta registrando una forte destagionalizzazione grazie alle temperature miti.

Laura Dominici

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