Lofoten nel cuore degli italiani dal XV secolo

Un arcipelago, 13 operatori e un gran viavai, poiché “nessun operatore con la Norvegia in catalogo lascia fuori le Lofoten”. Così Elisabeth Ones, direttore di Visit Norway in Italia, commentando il recente workshop milanese.
“Sono ben collegate, con un ponte con la terraferma a Nord, servizio di bus, catamarano, battello postale, traghetto ma anche aereo con la compagnia Widerøe. Sull’aeroporto internazionale di Evenes volano Discover Airlines, del gruppo Lufthansa (operativo, al momento, da maggio a settembre) via Francoforte, Sas e Norvegian, e da lì si può optare per il mezzo preferito. Durante l’inverno, maggior parte dei visitatori arriva in aereo mentre nelle stagioni migliori il mare è preferito”.

Un nuovo modo di viaggiare

Dopo un 2022 in netta ripresa dagli anni segnati dal Covid, il 2023 si può considerare l’anno della definitiva consacrazione della Norvegia quale destinazione emblema di un nuovo modo di viaggiare, attento alla natura, sostenibile, giovane e innovativo. Le statistiche dei pernottamenti dei turisti italiani in Norvegia, nel periodo gennaio-agosto, registrano infatti un aumento rispetto all’anno precedente del 10,36%.

“Il solo mese di agosto, da sempre il periodo preferito dagli italiani – aggiunge Ones – , ha registrato un numero record di pernottamenti, segnando un aumento del 9% paragonato con lo stesso mese dell’anno scorso e un 10% rispetto ai numeri già lusinghieri del 2019. Nel dettaglio delle tipologie di pernottamento, la scelta degli italiani cade principalmente sugli hotel (71%, che comprende anche le case dei pescatori), seguita dai campeggi (17%), e infine case vacanza e ostelli (12%). Rimanendo alle tipologie di pernottamento, c’è stato un importante aumento dei numeri relativi agli hotel, che nel mese di agosto sono cresciuti del 12,39% rispetto al 2022, dato che assume una valenza particolare considerato il loro grande valore aggiunto sul bilancio turistico nazionale”.

Tutto per un… pesce

Alle Lofoten, turismo e commercio sono strettamente interconnessi, così come è fortissimo il legame dell’arcipelago con il nostro Paese. Il secolare rapporto si deve al navigatore e mercante veneziano Pietro Querini, che da Creta salpò nel 1431 per quella che, partita come una abituale missione commerciale, si sarebbe trasformata – a causa di una serie di disavventure – in un avventuroso viaggio verso Nord e che ebbe, come conseguenza, la scoperta di uno dei prodotti più apprezzati nella cucina italiana, ovvero lo stoccafisso. Vittima di un naufragio, infatti, Querini giunse su una delle isole adibite dagli abitanti delle Lofoten a essiccatoio per il merluzzo e rimase ospite dei pescatori sull’isola di Røst per alcuni mesi. Qui comprese la potenzialità di questa conservazione e, al suo ritorno in Italia, portò con sé quel pesce che può mantenersi per mesi essiccato (o sotto sale).
“Oggi, oltre il 92% dello stoccafisso delle Lofoten arriva in Italia – conferma Ones -. Da anni promuoviamo le isole con un focus importante anche sul food, molto apprezzato dagli italiani, e per rendere omaggio al mercante veneziano la comunità delle Lofoten gli ha dedicato un’opera lirica, in scena anche in Italia, per la prima volta, lo scorso finesettimana all’Arsenale”.

Natura, sport, cultura

“La natura, le attività outdoor e la cultura sono aspetti molto importanti nella scelta della destinazione. Chi va in questi posti vuole entrare in contatto con l’ambiente, fare trekking, hiking, turismo equestre. Ma non si tratta di una meta solo per giovani, perché l’offerta, anche culturale, è molto ampia. Se l’estate vede una media di viaggiatori maturi e famiglie, nel resto dell’anno la media è tra i 25 e i 40 anni, con molti giovani che vengono in inverno ad ammirare l’aurora boreale, ma abbiamo la percezione che si stiano superando le divisioni generazionali. Del resto, anche in termini di spesa, l’offerta consente di soddisfare sia le fasce altospendenti sia vacanze meno costose, per esempio scegliendo il camping o le confortevoli case su palafitte dei pescatori ristrutturate, che in alcuni casi sono opzioni degli stessi hotel”.
Per visitare le Lofoten, Ones suggerisce un periodo di permanenza minimo di tre giornate piene nell’arcipelago, spesso parte di un tour (dieci giorni, in media) che comprende altre destinazioni norvegesi.

I partecipanti al workshop: Anker Brygge, Brim Explorer, Destination Lofoten, Eliassen Rorbuer, Galleri Espolin, Go2lofoten, Lofoten Glass, Museum Nord – Lofotr, Nusfjord Arctic Resort, Skårungen, Thon Hotels, Tide Hotel, XXLofoten.

 

Paola Olivari

 

 

 

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