Nella partita azienda-dipendente cambiano priorità e consapevolezze

AAA Cercasi. La pandemia non ha cambiato la formula per cercare risorse umane, quello l’ha fatto il tempo e l’evolversi della comunicazione, ma ha portato a dei cambiamenti in termini di modalità di relazione tra azienda e dipendente. La carenza di risorse umane è uno dei temi con cui il settore del travel è stato costretto a confrontarsi a seguito della crisi post-pandemica. Un problema con cui fare ancora i conti, ma anche un’occasione per mettersi in discussione in termini di approccio nella ricerca di nuovi profili e nelle modalità con cui trattenere le proprie risorse interne. Come sono cambiate le aziende? In molti casi hanno acquisito delle consapevolezze in merito “a verità conosciute, ma ignorate e sottovalutate”, sottolinea Oscar Galeazzi, amministratore LavoroTurismo. Per esempio, si sono rese conto che il primo cliente dell’azienda è il collaboratore; senza i collaboratori l’azienda di servizi chiude e che deve dedicare “più tempo, energie e risorse (anche economiche), per attirare e mantenere i propri collaboratori”. Le aziende si sono attivate, investendo. La carenza di personale è stato un fenomeno trasversale, riguardando tutti i settori e tutti i profili operativi. “In assoluto – rileva il manager – la carenza più marcata si è registrata nel Food and Beverage”. E questo perché è più facile trovare “un general manager che uno chef de rang o un capo partita qualificati”, motiva Galeazzi.

Le nuove esigenze

La pandemia non ha cambiato solo le aziende, ha cambiato anche le persone, le loro esigenze e priorità. Sono diminuiti “interesse e appeal della retribuzione”, mentre è aumentata moltissimo “l’attenzione al benessere sul posto di lavoro”, il che vuol dire qualità degli alloggi, orari di lavoro, qualità del lavoro nel team e rapporti interpersonali, giorni liberi, flessibilità per le esigenze personali, durata dell’impiego, formazione. Sono questi gli aspetti a cui guardano le persone oggi e su cui si deve fare leva per attrarre e trattenere risorse.

Una questione di dimensioni

Se si guarda ai vari settori del travel, quello delle agenzie di viaggi e dei tour operator, o le Spa hanno meno richieste, rileva Galeazzi, perché numericamente “si inseriscono molte meno persone rispetto alla sala ristorante, alla cucina, al front office”. Dall’osservatorio di LavoroTurismo si fa presente che la dimensione delle aziende è un elemento di differenziazione importante in merito al modo in cui si sono messe in gioco nella ricerca di nuovi talenti, Le aziende più in difficoltà nell’attrarre talenti e “nel modificare una consolidata – spesso superata – gestione del personale, sono quelle più piccole, in particolare quelle a gestione familiare”. Invece, le aziende grandi sono più organizzate e dinamiche nel percepire i mutamenti e mettere in atto “adeguate azioni per superare le criticità”. Le aziende di medie dimensioni sono state quelle più coinvolte “nel mettersi in gioco in modo diverso, più innovativo”.

Tra reparto Hr e overstaffing

In ambito alberghiero la sfida della carenza di risorse umane ha visto le aziende più provvedute muoversi con ampio anticipo e su tanti fronti, “hanno curato le relazioni interpersonali anche prima dell’assunzione, attivato un reparto Hr (che in molte aziende ancora non esiste)”. Si sono mosse con proposte in linea con le nuove esigenze dei lavoratori, hanno fatto overstaffing, “ovvero assunto più persone di quelle previste in organico”. C’è poi chi ha continuato a mantenere una proposta lavorativa “uguale agli anni precedenti”, si è lamentato, ha ridotto i servizi per orari di apertura, numero di clienti e ampiezza di offerta e “ha fatturato meno”, spiega Galeazzi. Nel mezzo ci sono le aziende che “hanno iniziato a innovare”. Molte hanno compensato la riduzione del numero della clientela “con prezzi che sono stati aumentati, spesso con percentuali a due cifre”, ma Galeazzi dubita che questi rialzi si possano ripetere anche il prossimo anno, il che “aumenterà le criticità di alcune aziende”.

Il percorso di valutazione

Sul portale LavoroTurismo ad oggi il numero totale delle imprese iscritte è di circa 6.500 aziende e oltre 200mila persone. Rispetto all’anno precedente le aziende sono aumentate del 12%, le persone dell’8%.

Non mancano le novità. LavoroTurismo ha attivato un percorso di valutazione Leading Hospitality Employer per valutare e valorizzare la qualità del lavoro che le aziende hospitality sono in grado di offrire al personale in forza e ai potenziali dipendenti futuri. Al raggiungimento di definiti standard qualitativi, il percorso di valutazione determina l’assegnazione della Certificazione Leading Hospitality Employer. Ciò che la differenzia da altre certificazioni è il fatto che si rivolga solo alle aziende dell’ospitalità e la valutazione prende in esame tutte le specificità del settore. Prevede anche una valutazione in presenza, una fase in cui i consulenti incontreranno i dirigenti e i responsabili dell’azienda, visiteranno la struttura. Ogni azienda è seguita da un consulente professionista Hr con competenze specifiche nell’ambito dell’ospitalità. L’altra novità, non meno di rilievo, è un nuovo sito LavoroTurismo, “al quale stiamo già lavorando da diversi mesi e sarà online nel 2024”.

Stefania Vicini

Tags: ,

Potrebbe interessarti